La bandiera della fame

ย 

 

Allโ€™oligarchia degli artisti
preferisco la dittatura del mio Stato
dโ€™animo.

Facile voler andare a morte
se non si ha mai visto il fronte,
un pagliaccio, senza naso rosso,
non diventa un funambolo
se non precipita.

Siete cercatori? E di cosa?
Della parola? Sรฌ,
con i piedi a bagno nei torrenti,
senza il setaccio.

Raccoglierete solo pietruzze
che dipingereteย  di giallo.

La scintilla non nasce nei circoletti
appagati, germoglia dalle pisciate
dei barboni fuori le porte.

I borbottii degli stomaci affamati
saranno lโ€™inno della Rivoluzione.

Ubriachiamoci con il vigneto piรน usurato
che ha resistito a piรน di una grandinata:
il nevischio ci aiuta a vomitare,
con la rugiada ci laviamo le ascelle.

Che colpa ne ho se sono solo carne, sangue e ossa?
Se la poesia ricuce ferite e se la prosa sputa gli aghi?
Che colpa ho se la voce รจ megafono dellโ€™anima
e se quellโ€™anima รจ piรน silenziosa che mai?

Illustrazione di Andrea Uncini

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