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La tavola mensile di Riccardo Cecchetti
La tavola mensile di Riccardo Cecchetti
Nella valigia c’era un registratore a bobine e decine di nastri senza etichetta, trent’anni di registrazioni di campo. Li ascoltava nel buio. Ogni nastro una città. I suoni precedono la memoria: la richiamano dal fondale come si richiamano i pesci con la luce.
L’uomo alienato iperconnesso di Smart City non ha nulla a che vedere con l’uomo libero che avrebbe dovuto abitare la New Babylon di Constant. Il suo ottimismo, che lo aveva spinto a progettare l’ambiente di un mondo liberato dal capitalismo in cui l’uomo domina le macchine per vivere liberamente, non può essere confuso con l’apologia del mondo ipercapitalista di oggi. Una disamina di Leonardo Lippolis
Intervista di Barbara Giuliani a Max Casacci, musicista e produttore torinese che dai Subsonica e Urban Groovescapes ha influenzato il suono del capoluogo piemontese
Niente agli avi, niente ai posteri.