Melancholia | Giulia Gaveglio

Da quando, la mattina dopo quella prima notte, mi sono svegliata, ho iniziato ad avvertirne sempre il peso sulle tempie. Da principio era piccola abbastanza perché si confondesse fra i capelli. Ma notte dopo notte è diventata più grande. Mi lasciava soltanto per brevi istanti, tornava planando su di me. Per paura che qualcuno la potesse scoprire, evitavo le altre persone. Non uscivo più di casa. Eppure, nessuno intorno a me sembrava vederla.

Turning indigo | Silvia Roncucci

Un mattino ci siamo svegliati tardissimo. Eravamo sprofondati in un sonno calmo. Mi alzo, faccio un salto in bagno e, avvicinando le mani al lavandino, vedo che sono tornate bianche. Mi specchio, il viso: diafano. Comincio a toccarmi la pelle, le orecchie, guardo le braccia, le gambe. Sono tutta bianca, come quasi non ricordavo di essere stata.

Merce nella merce | Pietro Bocca

Non avevo i soldi per scopare, ma penso lo sapesse già. Non mi rispose, non mi parlò. Non stava bene neanche lei. Si alzò in piedi – un corpo che avrebbe potuto trascinare martiri sulla croce col sorriso dei beati – e mi volse la schiena e le natiche, ma senza grazia; si lasciò guardare come un mobile in mezzo alla stanza, un monolite sepolto nell’appartamento.

Adesso prendi il viola | Giovanna Cinieri

Come un buco nero che piega la luce, e di quella restituisce solo echi, Maria ha il sentore di riuscire a fare altrettanto con le cose della vita, risucchiarle e farle finire altrove, e di arrivare finanche al piegamento dei campi magnetici quando al posto di avere Livio, avvicina a sé altri uomini, per il solo desiderio di congiungersi con loro, e terminare quel processo che inizia quando crea.