Soma TA | Aminata Sow

Anna spesso si era chiesta come si fosse sentita quando, una mattina di novembre, il postino le aveva infilato nella buca delle lettere una busta contenente la foto di una vulva. Aveva forse pensato a uno scherzo di cattivo gusto? Un errore delle poste? Un messaggio minatorio? Una molestia? Neanche dopo aver chiarito di cose si trattasse – un’opera d’arte – ne aveva capito il valore, tanto che l’aveva venduta ad una galleria per soli 10,000 dollari, né tantomeno l’aveva individuata come il punto di svolta della sua esistenza. Perché sì, da quel momento, la vita di Eileen aveva subito un drastico cambio di rotta: da studentessa brillante ma non atipica, si era trovata a essere il fulcro dell’attenzione mediatica internazionale. Stampa, critici e pubblico avevano preso a interpellarla su Soma come se lei ne fosse la massima esperta.

La particolare abilità di Luce

Non è un potere, ripete più volte nella testa, soltanto un’abilità... limitata. Indossa la giacca di pelle sintetica ed esce dalla stanza chiudendo la porta. Si ferma e si volta di scatto; ha dimenticato la chiave della camera. Ci pensa su e decide di lasciarla dov’è per non correre il rischio di perderla. Dà un’occhiata al corridoio lungo e vuoto, affonda la mano e poi il braccio nella porta, trapassandola, mette la sicura dall’interno e se ne va.

I confini della solitudine

Ed ecco che scopriva cosa realmente gli veniva a mancare: un punto fermo di riferimento, la certezza dell’esistenza nel mondo di una persona che sarebbe disposta a tutto per lui, anche ad andare oltre quel confine. Quella sconfinata generosità che, se si ha la fortuna che Mikael ebbe, si ritrova in due persone in tutta la propria vita, delle quali un bel giorno la vita stessa ti priva. A Mikael la vita aveva già presentato il conto, e come resto una terribile solitudine.