Fiori estinti

Oppure da una lingua del Nord
sarà la sillaba che gonfia le ossa
dei morti? Fummo il fanciullo e fummo
l’acrobata: c’è sempre
una fune tra luce e precipizio.

Veniamo a bruciare
le vertebre al cielo, veniamo
a invertire la pioggia:

certi versi sgozzano
le aquile, altri
marciscono i vessilli dell’Impero.

Quest’acqua ci disperde, non conosce
i nomi cui ha rubato sangue
e sorte. A quest’acqua
noi torniamo in obbedienza, senza croci
che trattengano le stelle.

Da lontano una Medea
araba conduce la sardana:
chi rompe il cerchio lo rimette
ai margini del tempio.

Arrivano le schiere: impugnano
e rovesciano il gerundio;
arrivano le gazze

ma tu raccogli solo fiori estinti.

Opera di Mary Jo Hoffman (particolare)

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