Alfredo Zucchi | La memoria dell’uguale
Per una lettura quantistica del fantastico
Per una lettura quantistica del fantastico
Ho capito che avrei dovuto agire all’istante. Così, ho stretto tra le mani il bicchiere che avevo preparato per me sul tavolo e ho bevuto il liquido che conteneva tutto d’un fiato. Poi ho sorriso, cercando gli occhi della ragazza. Era distratta. Stava raccogliendo gli altri pòst-it che avevo lanciato per terra.
Amàl apre la porta di ferro e viene invaso da un odore di spezie e di chiuso, mentre un’ampia sala si rivela ai suoi occhi. Nella penombra poche candele mostrano l’ampiezza del locale: forse, in altri tempi, è stata una sala da ballo.
Il passaggio da uno stato a un altro, più che spaventarci, può essere una condizione necessaria: ciò che ci mette in viaggio e combatte la stasi.
Entrano nel padiglione successivo. Già li stanno aspettando. Sono nascosti dietro scrivanie e tavoli sistemati come fossero barricate.