Coi vestiti buoni e il taccuino in borsa mi sento uno scrittore.
Alcune persone non sanno cosa vuol dire
ripulirsi
mettere qualche banconota nel portafoglio e sentirsi finalmente
a posto
aver consumato scarpe e polpastrelli in qualche città del Nord
e poi in Inghilterra. London dry gin.
Anche truccarsi, non lo sapevo fare.
Faticosa diventa questa integrità civile
se a distrarti c’è la nebbia
del sesso buono e del vino secco.
Aspetto all’Arsenico e buttò giù due cose.
Testimoni: bozzetti di nobildonne alle pareti,
lampade di foglie dorate e vecchie radio.
Servono ai tavoli e io non ho fretta, nessuna fretta,
solo fame di tutto.
Mi sa che il mio posto
è pure un sapore agrodolce con le travi di legno.
Con la penna tra le dita penso a Pier Paolo,
ai ristoranti della Roma che ha divorato.
Essere un poeta del tuo tempo, lo scrivo per non dimenticarlo.
Pasolini non ha perso e gli amici sono arrivati.
Prima di alzarmi per salutare appunto:
una piccola Parigi che ha senso piazzare nel mondo
per consolarsi
non me la ricordavo così bella, donna, sacra, antica.
Ma allora forse prima, non sapevo amare?
Testo tratto da Fame del mare (Neo edizioni, 2026)
Illustrazione di Antonello Silverini
Danila Giancipoli, specializzata in analisi del film e arte contemporanea, è laureata presso l’Università di Bologna con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Lavora come storyteller e creative strategist. Nel 2025 ha fondato il podcast The Coffee Table, di cui è voce e autrice, e il blog Tavolo n.13. La prima silloge Tutti i posti che ho chiamato casa (Gruppo Albatros, 2023) è pluripremiata nel 2024: Premio I Murazzi, Premio Internazionale Forma Cultura, Premio Metropoli di Torino. Nello stesso anno pubblica Cinema all’aperto (Interno Libri). Fame del mare è la sua terza silloge poetica.
