Stefania Persano | Quntverep

Il quntverep è sacerdozio della regressione: si apprende disimparando. È un brancolare nell’informità vischiosa della parola, una conoscenza a tastoni. È il librarsi sull’esistenza della rondine dopo voli fallimentari. Mille voli senza approdo a nessun trespolo, mille fatali dimenticanze della parola che si voleva dire, l’unica esatta tra i miliardi di sue emule imprecise. Mille ritorni della rondine cieca al palazzo delle ombre. E poi, finalmente, eccola appollaiarsi sul ramo giusto, come per magia, o per caso, o per destino.