San Giorgio Cibernetico è un progetto artistico italiano nato nel 2019 che unisce poesia, teatro e musica elettronica. Ideato da Michael Nannini e Matteo Zoppi, il lavoro esplora le intersezioni tra voce umana, suono e nuove tecnologie, creando performance multimediali spesso basate sulla rilettura di testi della Neoavanguardia.
Il duo, emerso in seno al Collettivo Fumofonico di Firenze, fonde la componente attoriale e vocale di Zoppi con l’elaborazione sonora in tempo reale e le sonorità elettroniche di Nannini. I loro lavori indagano il concetto di identità, memoria e ripetizione attraverso performance dal vivo e installazioni.

Dopo gli EP usciti tra il 2020 e il 2021 e dopo essersi esibiti al DAS di Bologna per il radiodramma tratto da Non sempre ricordano. Poema epico di Patrizia Vicinelli, il duo fiorentino ha portato di recente sul palco del Metronimie Festival a Torino i brani tratti dalla loro ultima opera, Attraverso un ricominciare o qualcosa di sentito in precedenza: un lavoro che unisce una performance dal vivo in serra (registrata nel 2023) a successivi interventi in studio, esplorando il tema della casualità nel tempo e nella percezione.
“Come vedesse corrispondenze che attraversano il volto del bosco”, scandisce ossessivamente la voce di Zoppi, come a voler mettere in luce delle presenze nascoste in natura. I suoni di Nannini fendono l’aria come una lama. Riporre, rimettere a posto. Rimettere mano a qualcosa che somiglia al presente, ma che è solo un’eco di una vita passata. “Una voce squarcia uno spazio. Una foresta cresce in gola. Da qualche parte, qualcosa sta ritornando.”
Una ricorrenza di esperienze passate, una vita che si dispiega attraverso la propria scrittura, un preludio a un inizio che si rivela nella sua conclusione. Azione, suono e parola si intrecciano, evocando gli spiriti di vite passate, trasformazioni zoomorfe e déjà vu.
Lo spazio dell’azione diventa un terreno di caccia o un rifugio, dove corpo e voce scavano un nido, intessuto di istinto e ricordi profondi che affiorano improvvisamente. Quest’opera di poesia e musica elettronica nasce da una performance tenutasi a Firenze nel 2023 e dalla successiva registrazione in studio. Nell’EP, i due brani si fondono per creare un terzo evento centrale, che riflette la struttura tripartita dell’opera, la quale esplora il tema della coincidenza attraverso il tempo e la percezione.
L’opera esplora i temi della ricorrenza, della ripetizione e dell’atto di scrivere azioni passate, articolandosi su tre livelli interconnessi. Il primo è la traccia registrata durante la performance dal vivo a Firenze nel 2023, ambientata in una serra e che ne incorpora tutti gli elementi performativi: costumi, movimenti, azioni, scenografia e drammaturgia. Il secondo è una registrazione in studio, costruita sulla stessa struttura della performance dal vivo ma inevitabilmente diversa a causa della natura improvvisativa che ha caratterizzato l’evento originale. Queste due registrazioni sono state poi utilizzate per creare un terzo livello: un’interazione tra i due precedenti, che potete ascoltare oggi.

Si percepisce una progressione ben definita: si passa dall’energia grezza della performance dal vivo all’ambiente strutturato dello studio, culminando in uno spazio composito che fonde le due parti attraverso il mixaggio. La prima sezione è prevalentemente plasmata dalla performance dal vivo, quella centrale bilancia elementi performativi e di studio, e la sezione finale è principalmente basata sullo studio. Questa progressione rispecchia la ripetizione delle stesse azioni: la performance che si svolge prima in una serra, poi reinterpretata in studio e infine trasformata in un’amalgama di entrambe, che esiste nella stratificazione temporale dell’ascolto. Oltre alla ripetizione, il processo intende anche riflettere sull’atto stesso di scrivere e riscrivere le stesse azioni.
I temi della ricorrenza e della riscrittura vengono ulteriormente esplorati nel testo, ispirato al fenomeno del déjà vu, interpretato come il ricordo di una vita passata. Quali sono i legami che uniscono queste vite diverse?
La poesia si apre con la ricerca dell’elemento che definisce questo ciclo, identificandolo nel dolore: “La regione del dolore essere come, essere come qui da qualche parte”. Il testo si snoda attraverso passaggi tra diverse forme di vita, dove i comportamenti animali vengono attribuiti a condizioni umane. Grida e voci emergono, popolando una foresta che fa da sfondo a questa narrazione in divenire.
L’opera culmina in una meta-riflessione sulla ripetizione stessa: un ciclo che, come un uroboro, cambia continuamente forma pur rimanendo ininterrotto. Se le sezioni iniziali tendono a immagini liriche e bucoliche, la parte finale abbraccia il provocatorio sperimentalismo della neo-avanguardia.
Qui, la riscrittura ossessiva ed enciclopedica dei sinonimi del verbo “ricominciare” crea un vortice, una dissoluzione di significato che rafforza l’ineluttabilità del ciclo. Attraverso questi strati strutturali e tematici, l’opera interroga la natura della ricorrenza, la riscrittura dell’esperienza e il modo in cui passato e futuro si intrecciano nella memoria e nel suono.
San Giorgio Cibernetico è un progetto artistico nato nel 2019 dalla collaborazione tra Michael Nannini, musicista elettronico, e Matto Zoppi, performer vocale e artista del suono. Insieme lavorano su testi inediti e reinterpretazioni di testi di autori italiani contemporanei, tra cui Nanni Balestrini, Amelia Rosselli, Patrizia Vicinelli e Giorgio Celli. Con testi inediti, sono tra i finalisti del Premio Alberto Dubito 2021 di Poesia e Musica e nel corso degli anni hanno attraversato vari contesti, tra cui la radio (Katakresi per Fumofonico e Fango Radio), installazioni, numerose performance dal vivo.
