Poetrification festival: l’utopia di un’arte relazionale

Dal’11 al 13 settembre nel cuore di Barriera di Milano prenderà il via la seconda edizione del Poetrification Festival. Tre giorni di poesia, musica, performance e street art, organizzati dall’Associazione Culturale Neutopia

La locandina di Poetrification di quest’anno – ad opera di Elisa C. G. Camurati – è un omaggio a Christo (1935 – 2020), artista che più d’ogni altro ha celebrato l’anti-monumentalità, andando noi a operare in una porzione di città, quella periferica, dove certe effigi “di potere” non arrivano. In una prospettiva di cambiamento del nostro territorio, ci siamo domandati in che modo la poesia –e in particolare, la poesia urbana, di strada – potesse raccontare questo mutamento, senza ricalcare l’ideologia gentrificante che sta dietro a molte riqualificazioni dei quartieri.

Nel mondo c’è così tanta bellezza, che non occorre sostituirla con un’altra idea preconcetta, che si limita a passare una mano di vernice sui problemi sociali; quella per noi non è la bellezza: è una ferita incancrenita, un corpo morto.


L’obiettivo del nostro festival è imparare ad apprezzare la grazia rude di questo paesaggio, già veicolo di una grandebellezza inespressa, ma non per questo meno vistosa. Aquesto servono la poesia, la cultura: a dare risalto alla vita.

Martedì (particolare) opera di Mister Caos

Durante la tre giorni, ospiteremo la mostra di poesia visuale e digital art Il codice poetico, in collaborazione con Margot Modonesi (Fondazione Berardelli), che vedrà in esposizione le opere di Luc Fierens, Francesco Aprile, Andrea Astolfi, Franz Samsa, Alessio Cannarozzo e Paolo Alù, Francesco Terzago.
Crediamo che la poesia sia il linguaggio ideale per raccontare questa transizione, se vogliamo, dal simbolismo al correlativo oggettivo, che – come ogni linguaggio – si esprime attraverso un “codice” articolato; esattamente come il linguaggio HTML sul web è un codice alfanumerico organizzato per mostrare determinate immagini specifiche, allo stesso modo la poesia è un codice strutturato per evocare certe visioni, sensazioni, odori. Può farlo attraverso vari “canali”, dal collage al link ipertestuale, dalla scrittura alla performance ai murales di Mister Caos.

L’11 settembre, alle 21:00, ospiteremo la finale del Premio Roberto Sanesi, poeta eclettico e autore dell’album Viaggio verso il Nord – altro esempio dell’incontro possibile tra poesia e musica. Gli artisti finalisti, Gaia Ginevra Giorgi, Beatrice Achille, Vinnie Marakas e Luca Atzori si contenderanno il premio, che consiste in una pubblicazione sulla rivista «Neutopia» e una produzione nello studio torinese BNDCKS.
Sulla scia di Sanesi, faremo poi un tributo a Viaggio verso il nord con il figlio di Roberto, Federico, musicista e performer e la danzatrice Nuria Sala Grau.

Gli artisti di PoetInFieri in piazza cerignola

Il 12 settembre trasformeremo uno dei principali mercati rionali di Torino, quello di piazza Foroni, in un grande happening all’aperto: PoetInFieri – dalla natura duttile della poesia, sempre “in divenire” – vuole spostare l’attenzione dalla razionalità al momento dell’anno in cui a tutti era concesso, per una sera, di impazzire, in riferimento al nostro carnevale. Semel in anno licet insanire, dicevano i romani. Il nostro obiettivo è inseguire lo stesso sogno – o lo stesso delirio – che ha portato Campana a guardare la notte, Rimbaud a solcare mari aperti, Whitman in estasi, Ginsberg a urlare di gioia. Trenta postazioni di tre metri quadri che ospiteranno arte di strada, poesia, performance anche molto diverse tra loro.

Il 13 settembre, infine, presenteranno le loro opere gli autori Francesco Terzago, Chiara De Cillis, Alice Diacono, Lorenzo Lombardo. A chiudere il festival, il reading di Carmine Mangone, Qui la vita, qui gioisci.

Il tutto si svolgerà al circolo La scimmia in tasca, che inaugurerà nei giorni del Festival grazie al supporto di Casa Bottega, della Fondazione San Paolo nell’ambito del bando CiviCa, in collaborazione con Torino Creativa, Bagni Pubblici, Via Baltea 3 e Spazio Montanaro.
Il nome ci è stato suggerito ancora una volta da Sanesi, che ne L’improvviso a Milano recitava: “La solitudine pubblica ha una scimmia in tasca.” A noi interessava trasformare un motivo di emarginazione sociale legato alla tossicodipendenza, all’abuso, in un luogo di scambio culturale e di aggregazione.
Lo spazio funzionerà un po’ come le botteghe d’artista anni ’60, proponendo laboratori, corsi di teatro, oggetti di artigianato.
La sfida che vorremmo lanciare alla città e al quartiere è che può esistere un’altra forma d’arte, forse non abbastanza celebrata ma capace di grande forza: un’arte relazionale, basata sull’incontro tra le culture; un’arte capace di superare quei confini che a volte sembrano insuperabili.

Oltre a Poetrification, il 25 settembre presenteremo il disco I corpi del culto (Raineri Vivaldelli editore) del compianto Ivan Fassio (1979 – 2020), poeta e curatore di grande talento, ad opera del produttore Davide Bava e del pianista Andrea Cavallo.
Proseguiremo con la proiezione del nuovo corto di Luca Atzori, giovedì 1 ottobre, tratto da Gli aberranti, dal titolo Ortopedia.

La Scimmia in tasca sarà anche la sede di Neutopia, un progetto somigliante in origine più a un “piano di fuga” che a un vero e proprio piano editoriale e che nel tempo si è evoluto, è riuscito a sfuggire alle maglie di un sistema apparentemente incrollabile. Eravamo una decina di sognatori armati di penna e con la voglia di scrivere il mondo presente e il futuro a venire, ma cambiandone le regole. Abbiamo iniziato con un blog, poi è nata l’idea dell’associazione, ma ben presto ci è sembrato il caso di cercare uno strumento in grado di riavvicinare noi e gli autori a chi normalmente resta a distanza, sia per ragioni fisiche, si pensi al muro dello schermo, che sociali. Il cartaceo di «Neutopia Magazine» è lo strumento perfetto per abbattere la distanza del digitale e le distanze culturali imposte quasi a livello topografico. Abbiamo iniziato a girare per le periferie delle città con la nostra rivista e a costruire una rete umana per sfuggire a reti altre. Adesso Neutopia non è più un “piano di fuga dalla rete”, è diventata la Rivista del Possibile: da febbraio siamo ufficialmente una testata registrata con cadenza trimestrale. Seppur con una veste più formale, Neutopia continua a riscrivere le regole e modifica di giorno in giorno l’utopia possibile, che assume un significato nel suo valore di “tensione”: come scriveva Galeano, perché non si trasformi nel suo opposto, l’utopia non va raggiunta, ma è un orizzonte necessario per imparare a camminare.

Davide Galipò, Chiara De Cillis

Associazione Culturale Neutopia

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