Paulo maiora canamus

Cercai fra i Campi Flegrei
flebili riverberi di vita di ogni giorno
in bilico, raggiunta la Grotta dell’Austro
tradiscono la storia dell’anima animale
i progetti accurati per eventi trimestrali
(trasaliti in discorsi passati in rassegna).
Oh, tu canta, privata dalle stringhe delle chitarre slacciate
l’atre resa dei perduti per strada
sbiascicando leggi e putiferi
leggi fra inetti, ammattiti e malati,
epopee di conquista subìta inerte.
Tale fu lo spavento
tremenda la grazia sudicia:
nera,
la tana del ricordo
priva dell’emozione
dei momenti svaniti
è!
Parlare senza parole vere
fuggire da
arie assenti
striscianti ostruenti urticanti.
Porre fine alla morte con tanti ANTI-
fronteggia le soglie del corridoio d’avorio
un grido tuono feroce leone possente
scagliato sulla celeste noia abissale blu mare
blu scuro fondale (al primo sguardo labile
scorgo Colle Verde coprire il Sole nomade.
Attendo rivolgere lo sguardo sulle sponde opposte).

E trasale la vita la forza la grazia
E luce e calma e certezza
E gioia di tre abbracci, ormai finalmente raggiunti

oh, dialogate con me dalle cave di roccia purpurea!
accarezzate senza indugio un senile sguardo
sguardo petroso, mancante.
Lo scenario da stravolgere con moto vario
nel buio fondale cantando:
«toc toc-tocchi vuoti dei tacchi,
nei profondi pozzi urlano i pazzi
che leggono Tozzi – pregate per Luzi»
mai battuti cadremo noi volanti
api violente, battute vispe sconfitte
le vespe nascoste in antiche palafitte
regine nel tedio del regno vegetale,
signore degli ammassati, puniti sulle case,
punti sulle rose, pianti sulle cose
piantati sulle mura, scrissero:
– «voi
verrete
spazzati» –
nei sogni, frutti di analisi costanti
sinonimi dei tanti delle varianti
che pur gridano vendetta
«purché gridino vendetta!»
(scritto – proclama – recita),
non termina oggi il trattato primaverile di Pace Ritrovata,
né una spalla lussata isserà bandiera bianca
di fronte ai colossi:
se fossi qui, dovessimo tremare,
non sarei mai più solo,
ma accanto a occhi colore d’oro
mia dolcezza mia cerbiatta amore mio bocciolo
con le braccia magre
e devi stare bene
devi essere felice, devi, devi…
sii serena, calda cometa
sì! sì!

ma
paulo maiora canamus:
bisogna
incalzare
una lotta commovente
per la felicità costante

Opera di John Karborn

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