Fabrizio Sani | Ti chiedi perché
Ti chiedi perché non mi basti il tuo corpo,
l’offerta allettante di un tempo impiegatizio.
Non sarò datore di lavoro e amico
che chiede col sorriso
di fare due ore in più.
Ti chiedi perché non mi basti il tuo corpo,
l’offerta allettante di un tempo impiegatizio.
Non sarò datore di lavoro e amico
che chiede col sorriso
di fare due ore in più.
Saperti contesa
tra le terre del Messico e occhiali piccoli a goccia
che ti inseguono
per usanza, forza di cose.
Ma sembra che qui sia la ‘cura’ –
sfiorare l’essenza dell’Altro
e mai afferrarla davvero.
(Entra in scena il plotone di esecuzione:
– una luna che si è dimenticata la luce accesa
– una minestra infreddolita che minaccia la fame
– dita che hanno smesso di essere mano
– un crocifisso in crisi spirituale
– vestiti a terra che non vestono nulla).
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