Quante ore lavori?

Piangiamo al risveglio e abbiamo paura delle ferie; scarichiamo app per la depressione perché non
abbiamo soldi né tempo per la terapia; facciamo lunghe sessioni di “inspira e riempi i polmoni –
trattieni 1,2,3 – ed espira buttando fuori l’ansia” prima di addormentarci. In ogni luogo di lavoro, chi
più e chi meno vive una situazione simile. Tu quante ore lavori al giorno?

𝐼𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 𝑢𝑡𝑜𝑝𝑖𝑐𝑜

Molto spesso, immaginiamo il corpo come l’eterotopia per eccellenza: il luogo – cioè – prediletto e al contempo il confine dell’essere umano, il nostro “qui e ora”; limite invalicabile e immenso, non lascia spazio ad altro che non siano i bisogni puramente fisiologici, in una netta distinzione tra corpo e mente, com’è tradizione in Occidente, come se il nostro corpo dovesse automaticamente negare ogni utopia e viceversa. Se travalichiamo questa separazione, però, scopriamo che il corpo potrebbe essere, dal punto di vista non solo strettamente biologico ma anche filosofico, il tramite per un altrove. Ed ecco allora che, per essere utopia, basta avere un corpo.