DNA Mussolini | F. Cane Barca

Era contentissimo di potersi raccontare, di conoscermi, mi ha offerto anche del vino, ha cominciato a sparlare, abbiamo parlato delle meraviglie del fascismo italiano e spagnolo, dei dittatori, Argentina e quant’altro, è un parente lontanissimo, una ramificazione complessa, originariamente non aveva quel nome, lo cambiò qualche tempo fa, da Rossi, a Mussolini, per poi usare un altro nome per lavorare, mi ha detto che inizialmente non aveva quelle idee, gli sono venute dopo, quando la vita gli era passata davanti già per molti anni.

Melancholia | Giulia Gaveglio

Da quando, la mattina dopo quella prima notte, mi sono svegliata, ho iniziato ad avvertirne sempre il peso sulle tempie. Da principio era piccola abbastanza perché si confondesse fra i capelli. Ma notte dopo notte è diventata più grande. Mi lasciava soltanto per brevi istanti, tornava planando su di me. Per paura che qualcuno la potesse scoprire, evitavo le altre persone. Non uscivo più di casa. Eppure, nessuno intorno a me sembrava vederla.

Tina | Roz Catone

Attraversa i binari della Circumflegrea e passeggia su via delle Colmate. L’aria sa di Fostok. Un bambino, in un orto dietro a una baracca, con una pompa a zaino tratta alberi di ciliegi. Si guardano. Lei a momenti calpesta un gatto morto in una buca. Manto nero, interiora da fuori, mosconi.