Rischio e rizq | Mohamed Amine Bour

SPERANZA
DAMMI IL RISCHIO DI MILLE NOTTI E UNA
O IL RISCHIO DI UNA NOTTE SENZA LUNA
IL RISCHIO DI ULISSE O DI IBN BATTUTA
ALFI LILA W LILAA
ALFI LILA W LILAA
ALFI LILA W LILAA

Rischio, rischiare
questo correre il pericolo – azzardare
conoscere l’ignoto – viaggiare
è parola italiana d’incerta etimologia
non deriva dal latino e neppure dal greco
qualcuno ipotizzò la derivazione araba
scrivendo poi che è futile argomento
in arabo per dire sostentamento
dono divino o provvidenza
ciò da cui si trae profitto
si usa la parola rizq
la qaf di difficile pronuncia
è passata a k come in facchino

se dico alam dico dolore
se dico amal dico speranza

molti secoli sono passati
da quando il profeta lasciò
Mecca per andare in Medina
in un anno impreciso dell’egira 
o hijra o migrazione
il tempo si è fermato all’ora senz’ombra
presso un villaggio di poche case
famiglie tra loro imparentate
nato poco più di 70 miglia da Casablanca
più un’ora e mezza di strada sterrata
tra scirocco e sorgenti d’acqua
tra serpenti e scorpioni
e tracce di squalo e scogli

se dico alam dico dolore
se dico amal dico speranza

il tempo s’è fermato all’ora senz’ombra
ho 13 anni e vivo
in una provincia del Piemonte
2400 km mi separano da casa
mi chiudo in una stanza
telefono in mano
tasti più duri del ferro
0 0 2 1 2 + altre 9 cifre
chiamo mia madre
dalla parte opposta del telefono
mi giungevano queste notizie
dall’altra parte del mediterraneo
mi giungevano così imprecise

se dico alam dico dolore
se dico amal dico speranza

Ismael è finito in carcere
per una rissa nel quartiere.

Nabil ha le emorroidi
mangia troppa harissa.

Said sta da noi da un mese
si è iscritto all’università.

Adil litiga sempre con Khalid
Ti ricordi di Rashid?

Meskin sta troppo male
ha bevuto l’acqua del pozzo
che qualcuno ha avvelenato.

se dico alam dico dolore
se dico amal dico speranza

meskin doveva sposarsi quest’estate
la madre prega ogni notte e spera
che superi quest’inverno di piogge

e Ossama te lo ricordi figlio di Aicha
quello che ha la tua stessa età

lui nel pozzo ci è caduto
la scorsa settimana eravamo al funerale

domani andiamo in campagna
per il matrimonio di Ahmed
quello soprannominato el fqih

potevano aspettare per la festa
il dolore per Ossama è ancora forte

se dico alam dico dolore
se dico amal dico speranza

all’ora senz’ombra il tempo s’è fermato
al matrimonio non ci posso andare
e me lo immagino dalla stanza
Ahmed per me era tutte le persone
era Rashid era Said era Ossama
era tutti i suoi cugini che bevevano
birra nascosti in macchina
era suo fratello, fumava kif tutto il giorno
era se stesso, studiò il corano e guidava le preghiere
aveva 24 anni e già lo chiamavano sapiente

el fqih è arrivato
el fqih se n’è andato

se dico alam dico dolore
se dico amal dico speranza

Ahmed nel villaggio era molto ammirato
perché era uno che ce l’aveva fatta
d’estate lavorava i campi col padre
d’inverno rischiava tutto
e andava in medina a cercar fortuna
girava nelle piazze delle moschee
a vender angurie e fichi d’india
occhi sempre tinti di kuhl
diceva fosse abitudine del profeta
aveva una stanza condivisa con altri quattro
vivevano tutti in una baracca

se dico alam dico dolore
se dico amal dico speranza

all’ora senz’ombra il tempo s’è fermato
al centro del patio c’è un ulivo
antico quanto il pozzo e la sorgente d’acqua
i gatti inseguono le loro code
gli asini girano attorno ai pozzi
salgono così i secchi d’acqua
cantano le donne nelle stanze
tra muschio canfora e ambra

              alfi lila w liiilaaa
alfi lila w liiilaaa
alfi lila w liiilaaa

ridono gli uomini nelle loro stanze
tra puzza di calze e di sigaretta
in questa danza di dervisci
Ahmed aveva pure dei difetti

se dico alam dico dolore
se dico amal dico speranza

credeva molto nel malocchio
nonostante fosse sapiente
il caso gioca brutti scherzi
nei momenti più inopportuni
ebbe male al pene
nel suo giorno più importante
ridevano gli uomini cantavano le donne
nessuno vedrà mutande sporche di sangue
implorò così il soccorso del signore

se dico alam dico dolore
se dico amal dico speranza

i colpi di bicchiere stordivano i vassoi
gole senza voce e fiumi di tè
e mani ornate d’henne
sui palmi delle donne un perfetto
connubio tra felicità e dolore
tracce nascoste dal colore
risuonò secco un colpo di fucile
colpì la fionda due ali roteanti
canti simili a pianti
si compì il miracolo senza sacerdoti
non ci fu bisogno di replicare riti
il canto di pena era canto d’amore

se dico alam dico dolore
se dico amal dico speranza

alfi lila w liiilaaa
alfi lila w liiilaaa
alfi lila w liiilaaa

Testo di Mohamed Amine Bour
Voce dell’autore
Mix di Elena Cappai Bonanni
Opera di Ali HASSOUN

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