Perché non siamo “farmacie dell’anima”

Non cercare simboli: goditi il paesaggio.

— Christo Yavachev

In una recente lettera di Giovanni Tateo – direttore editoriale di «menelique» – uscita la settimana scorsa su «Argo», si sono sollevati alcuni interessanti spunti che tutti gli addetti del settore più bello e rischioso del mondo dovrebbero prendere in considerazione: la mancanza di una distribuzione alternativa a quella ufficiale per l’editoria indipendente, l’assenza di aiuti per chi non pubblica solo fogli d’agenzia ordinati da questo o quell’editore “importante”, la presa di coscienza di essere spesso impotenti di fronte alle grandi decisioni del mercato. Insomma, oltre a un’altra distribuzione, servirebbe un’altra editoria, che apporti un cambiamento non solo nella grafica, ma anche nei contenuti.
Tateo riporta diversi esempi, dalla guerra in Vietnam a Occupy Wall Street, per sottolineare che l’attuale momento di incertezza potrebbe essere un preludio ad una futura rivoluzione, non solo in campo editoriale. Dal canto nostro, su «Neutopia» siamo abbastanza d’accordo con l’artista Christo (13 giugno 1935 – 31 maggio 2020): la bellezza acquista un senso quando si nega ai nostri occhi.
In risposta, pubblichiamo l’editoriale del nostro ultimo inserto, NEUTOPINA®

 

A differenza dei media tradizionali, quello dell’editoria è un settore estremamente delicato e come se non bastasse fragile. L’editoria italiana ha da sempre bisogno di coprofag* affamat* di qualsivoglia panzana per farl* sentire in Paradiso. Proprio per questo motivo, la nostra piena solidarietà va a tutte le librerie indipendenti che in questo periodo nefasto sono state costrette a tenere le serrande abbassate e che adesso fanno fatica a pagare l’anticipo ai colossi dell’editoria papalina per le loro “Bibbie”.

Noi piccoli editori, riviste e librai indipendenti che non obbediamo alle grandi catene di distribuzione non siamo “farmacie dell’anima”: siamo persone che provano a curare un rapporto fatto anche di incontri, presentazioni e dibattiti. Se questo aspetto viene a mancare, abbiamo bisogno di sostegno e di tutele. Nell’attesa che la situazione non ritorni alla normalità perché quella normalità era il problema vogliamo pensare a metodi alternativi per continuare a fare cultura in questo momento complicato. NEUTOPINA® è un primo tentativo. Ne seguiranno molti altri.

A quanti hanno bisogno di certezze matematiche per esistere, consigliamo vivamente di non assumere NEUTOPINA®. A tutti gli altri, buona lettura e buon divertimento.

 
Davide Galipò
Direttore editoriale
«Neutopia – Rivista del Possibile»
 
 
 

AUT. MIN. CONC.

Come tutti i medicinali, NEUTOPINA® può provocare alcuni effetti indesiderati, sebbene non tutti li manifestino. Tra i più comuni, spasmi muscolari, riso, ilarità. Tra quelli più rari, indipendenza di pensiero, senso critico, creatività. Tra quelli estremamente bislacchi, accelerazione del battito cardiaco, senso civico, aumento del flusso sanguigno, presa di posizione, contestazione, arresto, detenzione, condanna ai lavori forzati e confino politico su un’isola deserta con la sola compagnia di una pistola caricata con un unico colpo e un libro di Alessandro Baricco.
 
 
✙ ✙ ✙ È un presidio culturale Neutopia Magazine. Non necessita di ricetta. ✙ ✙ ✙
 

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