Merce nella merce | Pietro Bocca

Non avevo i soldi per scopare, ma penso lo sapesse già. Non mi rispose, non mi parlò. Non stava bene neanche lei. Si alzò in piedi – un corpo che avrebbe potuto trascinare martiri sulla croce col sorriso dei beati – e mi volse la schiena e le natiche, ma senza grazia; si lasciò guardare come un mobile in mezzo alla stanza, un monolite sepolto nell’appartamento.

Adesso prendi il viola | Giovanna Cinieri

Come un buco nero che piega la luce, e di quella restituisce solo echi, Maria ha il sentore di riuscire a fare altrettanto con le cose della vita, risucchiarle e farle finire altrove, e di arrivare finanche al piegamento dei campi magnetici quando al posto di avere Livio, avvicina a sé altri uomini, per il solo desiderio di congiungersi con loro, e terminare quel processo che inizia quando crea.

Bisque | Giorgia Giuliano

Un corpo adesso viscido. Pare che abbia dato al diavolo gambe e braccia per un po’ di colore, in realtà l’ho ingannato, con il bianco dappertutto sembravo già amputata. Adesso nuoto in un banco di pesci rossi nella mia città sommersa; nuotare è darsi una raffica di spinte, abbiamo gli occhi sbarrati, sembra che abbiamo paura, Loris potrebbe essere uno di questi, paura perché siamo tutti uguali. Sembriamo un pugno, un muscolo contratto, cerchiamo una superficie dura da sfondare.