Bisque | Giorgia Giuliano

Un corpo adesso viscido. Pare che abbia dato al diavolo gambe e braccia per un po’ di colore, in realtà l’ho ingannato, con il bianco dappertutto sembravo già amputata. Adesso nuoto in un banco di pesci rossi nella mia città sommersa; nuotare è darsi una raffica di spinte, abbiamo gli occhi sbarrati, sembra che abbiamo paura, Loris potrebbe essere uno di questi, paura perché siamo tutti uguali. Sembriamo un pugno, un muscolo contratto, cerchiamo una superficie dura da sfondare.

Sensibilità | Simone Perri

In quel deserto, in cui tutto il fragore della città pareva una carezza votata a lenire le crisi dei cristi perduti nelle trappole del proprio cervello – senza essere in grado di uscirne – ragione e coscienza sparivano. Si perse il senso d’identità, genere e razza, sciogliendosi tra canali del corpo, iniziando a espellersi come spora batterica, perdendo densità, definizione, linearità e confine.

Soma TA | Aminata Sow

Anna spesso si era chiesta come si fosse sentita quando, una mattina di novembre, il postino le aveva infilato nella buca delle lettere una busta contenente la foto di una vulva. Aveva forse pensato a uno scherzo di cattivo gusto? Un errore delle poste? Un messaggio minatorio? Una molestia? Neanche dopo aver chiarito di cose si trattasse – un’opera d’arte – ne aveva capito il valore, tanto che l’aveva venduta ad una galleria per soli 10,000 dollari, né tantomeno l’aveva individuata come il punto di svolta della sua esistenza. Perché sì, da quel momento, la vita di Eileen aveva subito un drastico cambio di rotta: da studentessa brillante ma non atipica, si era trovata a essere il fulcro dell’attenzione mediatica internazionale. Stampa, critici e pubblico avevano preso a interpellarla su Soma come se lei ne fosse la massima esperta.