Turning indigo | Silvia Roncucci

Un mattino ci siamo svegliati tardissimo. Eravamo sprofondati in un sonno calmo. Mi alzo, faccio un salto in bagno e, avvicinando le mani al lavandino, vedo che sono tornate bianche. Mi specchio, il viso: diafano. Comincio a toccarmi la pelle, le orecchie, guardo le braccia, le gambe. Sono tutta bianca, come quasi non ricordavo di essere stata.

Bisque | Giorgia Giuliano

Un corpo adesso viscido. Pare che abbia dato al diavolo gambe e braccia per un po’ di colore, in realtà l’ho ingannato, con il bianco dappertutto sembravo già amputata. Adesso nuoto in un banco di pesci rossi nella mia città sommersa; nuotare è darsi una raffica di spinte, abbiamo gli occhi sbarrati, sembra che abbiamo paura, Loris potrebbe essere uno di questi, paura perché siamo tutti uguali. Sembriamo un pugno, un muscolo contratto, cerchiamo una superficie dura da sfondare.

Sensibilità | Simone Perri

In quel deserto, in cui tutto il fragore della città pareva una carezza votata a lenire le crisi dei cristi perduti nelle trappole del proprio cervello – senza essere in grado di uscirne – ragione e coscienza sparivano. Si perse il senso d’identità, genere e razza, sciogliendosi tra canali del corpo, iniziando a espellersi come spora batterica, perdendo densità, definizione, linearità e confine.