Contabilità | Carlo Rossi
Mi chiese di rimanere lì, solo al buio di una strada deserta per sorvegliare quella sagoma ai miei piedi, come se potesse resuscitare e andare altrove, un Lazzaro strappato alla morte.
Mi chiese di rimanere lì, solo al buio di una strada deserta per sorvegliare quella sagoma ai miei piedi, come se potesse resuscitare e andare altrove, un Lazzaro strappato alla morte.
Si può fare anche qui un noir. Non esce all’americana, esce all’italiana, lo fai alla Tiburtina, esce bene.
Non avevo mai visto un volto tanto armonioso e diabolico al tempo stesso. Lo sguardo pieno d’odio, dai lineamenti aggraziati, si perde nella luce dell’alba color rosso bruciato.
Era una città distrutta, dove i cani girovagavano in cerca di cadaveri e i gatti miagolavano drammaticamente. Mozziconi di colonne mostravano la nudità degli interni, sventrati, e la luna minacciosa la si scorgeva dai tetti sfondati, un colpo di grazia alla tempia della vittima.
Il libro era rilegato all’antica, aveva una copertina rigida nera, non riportava titolo. Per prima cosa lo aprì all’ultima pagina, coprì col palmo il corpo del testo e si concentrò sulle cifre. 244. L’accuratezza della sua stima lo rese felice, tuttavia si promise di fare meglio in futuro. Si disse che c’era modo di essere più precisi. La prima frase del libro recitava:
“Il nostro popolo è antico come il mondo”.