Irene Dorigotti | Il cavallo blu nei CPR
Reportage dal CPR di Brindisi, a cura di Irene Dorigotti
Reportage dal CPR di Brindisi, a cura di Irene Dorigotti
Nella valigia c’era un registratore a bobine e decine di nastri senza etichetta, trent’anni di registrazioni di campo. Li ascoltava nel buio. Ogni nastro una città. I suoni precedono la memoria: la richiamano dal fondale come si richiamano i pesci con la luce.
Se prendi il treno pomeridiano da Sarajevo, troppo tardi per ammirare il paesaggio, e arrivi una sera di novembre a Mostar, se esci dalla stazione annerita, la lasci alle spalle scura e umida e vai verso il centro per una strada semideserta – bar chiusi o in chiusura, piccoli capannelli di tifosi da schermo, studenti che tornano a casa – passi un ponte, ne passi un altro, e, proprio perché è novembre, puoi lasciare la valigia in una locanda: un posto vicino al ponte di Mostar, proprio lui, il simbolo del villaggio.
A Napoli, come in altre città italiane, c’è stata un’adesione di massa ai due scioperi nazionali: ogni volta sulle cinquantamila persone, corso Umberto strabordante, “Bella ciao” e schiena dritta a ritmo di percussioni, Piazza Plebiscito piena di bandiere, studentesse e studenti colorati, vecchi e giovani militanti dagli sguardi stupiti. Ogni interazione umana, nei giorni della protesta in strada, è stata lontanissima dai titoli dei media allarmisti, dalla demonizzazione della partecipazione di piazza, da millenarie paure.
Intervista a Antonio Mazzeo, attivista sequestrato ed espulso da Israele lo scorso luglio in acque internazionali mentre partecipava alla Gaza Freedom Flotilla