Nel deserto di Gaza, dove le bombe cadono
La gente grida, il dolore non ha fine
E Io sono qui, sola e silenziosa, lontana
A testimoniare la disperazione.
Oh, il grido del popolo, eco nel deserto
Una preghiera per la libertà, una supplica per la giustizia
Ma la risposta è solo silenzio, e la polvere che si deposita
Sulle rovine delle aule vuote.
Le parti divise, il sangue e la morte
Nessun accordo, solo la disperazione.
Io sono qui, a guardare e a sentire
il peso del dolore, la profondità che mi schiaccia il cuore.
Oh, il grido del popolo, eco nel deserto.
Una preghiera per la libertà, una supplica per la giustizia.
Ma la risposta è solo silenzio e la polvere che si deposita
sulle rovine delle aule vuote.
Nel buio della notte, io sento il grido
Del popolo che resiste, che non si arrende
ma la luce della conoscenza è solo
un’ombra che si perde nel vento.
Oh, il grido del popolo, eco nel deserto.
Una preghiera per la libertà, una supplica per la giustizia.
Ma la risposta è solo silenzio e la polvere che si deposita
sulle rovine delle aule vuote.
E io sono qui, sola e silenziosa
a testimoniare la disperazione, come un’ombra che si dissolve
nel deserto di Gaza, dove le bombe cadono
e la libertà è solo un ricordo lontano.
Non ho da dire al mondo:
parla con se stesso.
Non mi capisce e lo sa.
La furia nera avanza
mentre a Gaza diluviano
bombe e squarci di membra
moto divergente di parti
espressioni di territori
mai d’interazione.
Non ho da dire al mondo
ma da capire la prossima
programmazione.
Testo e voce di Cetty Di Forti
Tratto da Papaveri di ferro
(Edizioni del Faro, 2026)
Cetty Di Forti è nata a Palermo nel 1978. Scrittrice, poetessa e divulgatrice culturale, ha pubblicato i suoi versi su diverse testate, tra cui Neutopia. Nel 2018 ha vinto il premio speciale della giuria al Premio internazionale di letteratura “Per troppa vita che ho nel sangue”. Autrice delle raccolte poetiche Psithirisma (Raineri Vivaldelli editore, 2019), Dedicamenti (Eugraphia, 2023) e Contaminazioni (Libreria Editrice, 2024). Vive e lavora a Torino, dove continua a scrivere versi.
