Hai paura di Collini?
Collini (Offlaga Disco Pax, Spartiti) ci racconta come sta cambiando la scena indie in Italia. Intervista di Isidoro Concas
Collini (Offlaga Disco Pax, Spartiti) ci racconta come sta cambiando la scena indie in Italia. Intervista di Isidoro Concas
Non si sa bene chi lo abbia scritto, né perché. Sono caratteri neri su un muro beige: LA VITA FA SCHIFO. Ci passano davanti i ragazzi del branco, con la faccia accoltellata dal freddo, gli occhi pieni d’odio e la rabbia che cova, brace sotto la cenere. «Le periferie sono cattive», dicono sul giornale.
Recensione di Luca Gringeri di “Circospetti ci muoviamo” a cura di Michele Vaccari (Effequ, 2021)
Prima che potessimo varcare la soglia di casa, nel silenzio totale che ormai si era stabilito, fu nostro padre a uscire. Camminava a gambe larghe, muovendo la testa a destra e sinistra, guardando su e giù, la bocca semiaperta. Sembrava essere diventato cieco all’improvviso e cercasse di incamerare quanti più stimoli e immagini possibili per rimanere ancorato alle cose di sempre. La pistola gli penzolava ancora dalla mano, agganciata, inerte, all’indice e al medio.
Qui, infatti, fino alla prima metà del Novecento, si parlava una lingua completamente diversa da quella parlata dagli abitanti dei paesi circostanti. Una lingua incomprensibile per coloro che non erano cresciuti a Gombitelli. Una lingua di cui qualche parola la si può ancora sentire pronunciare dagli anziani del paese, ma che è destinata, inesorabilmente, a scomparire.