La città sostituita | Lo strano e l’insolito in Philip K. Dick
Recensione de “La città sostituita” di Philip K. Dick, a cura di Davide Galipò
Recensione de “La città sostituita” di Philip K. Dick, a cura di Davide Galipò
Così come “Vineland” di Thomas Pynchon è una straordinaria fotografia dell’epoca del “riflusso” degli anni Ottanta, segnato da figure politiche senza scrupoli come Ronald Reagan, “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson è uno spaccato degli Stati Uniti di oggi, dove il suprematismo bianco e i centri di detenzione per migranti sono la realtà quotidiana.
L’intento di Montag – collettivo composto da Niccolò Monti, Lorenzo Rossi Mandatori e Luca Tagnocchi, al loro esordio per Il Saggiatore – è dichiarato fin dalle prime pagine: «La sconfitta dell’umano è stata concepirsi sempre dal lato dell’imperfezione, dal lato di colui che la perpetra e la prosegue, nella sua stessa carne e nella pelle del mondo.»
Recensione a cura di Davide Galipò
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