La carcassa | Giacomo Cavaliere

Appena entrato, adagio sul piatto un trentatré giri grattato al Rocket Loud. Quel tale mi ha instillato una sorta di tarlo, il germe del dubbio, qualunque cosa significhi, come se la sua ombra si fosse staccata per appiccicarsi alla mia pelle. La sensazione che si prova quando si avverte uno piantato addosso senza poterne individuare l’origine.

In evidenza

Subterranean Homesick Human | Davide Ricchiuti

Ho capito che avrei dovuto agire all’istante. Così, ho stretto tra le mani il bicchiere che avevo preparato per me sul tavolo e ho bevuto il liquido che conteneva tutto d’un fiato. Poi ho sorriso, cercando gli occhi della ragazza. Era distratta. Stava raccogliendo gli altri pòst-it che avevo lanciato per terra.

La particolare abilità di Luce

Non è un potere, ripete più volte nella testa, soltanto un’abilità... limitata. Indossa la giacca di pelle sintetica ed esce dalla stanza chiudendo la porta. Si ferma e si volta di scatto; ha dimenticato la chiave della camera. Ci pensa su e decide di lasciarla dov’è per non correre il rischio di perderla. Dà un’occhiata al corridoio lungo e vuoto, affonda la mano e poi il braccio nella porta, trapassandola, mette la sicura dall’interno e se ne va.

I confini della solitudine | Francesco Gallo

Ed ecco che scopriva cosa realmente gli veniva a mancare: un punto fermo di riferimento, la certezza dell’esistenza nel mondo di una persona che sarebbe disposta a tutto per lui, anche ad andare oltre quel confine. Quella sconfinata generosità che, se si ha la fortuna che Mikael ebbe, si ritrova in due persone in tutta la propria vita, delle quali un bel giorno la vita stessa ti priva. A Mikael la vita aveva già presentato il conto, e come resto una terribile solitudine.