Irene Dorigotti | Il cavallo blu nei CPR
Reportage dal CPR di Brindisi, a cura di Irene Dorigotti
Reportage dal CPR di Brindisi, a cura di Irene Dorigotti
Il punto è che non puoi abitare in città se hai paura. La gente è sempre lì che corre, c’è un rumore che ti spacca le orecchie, il traffico e tutta quella robaccia che respiri. Se sei uno che si agita, sei fritto. Io mi sento sicuro, o almeno credo.
A Napoli, come in altre città italiane, c’è stata un’adesione di massa ai due scioperi nazionali: ogni volta sulle cinquantamila persone, corso Umberto strabordante, “Bella ciao” e schiena dritta a ritmo di percussioni, Piazza Plebiscito piena di bandiere, studentesse e studenti colorati, vecchi e giovani militanti dagli sguardi stupiti. Ogni interazione umana, nei giorni della protesta in strada, è stata lontanissima dai titoli dei media allarmisti, dalla demonizzazione della partecipazione di piazza, da millenarie paure.
L’atmosfera festiva tanto attesa è stata dominata dall’opposto: un’atmosfera molto tesa, con un focus nella Città Vecchia. Sono stati lanciati razzi anche nella parte sud-ovest del paese, dopo una pausa di quattro mesi. In precedenza, due razzi erano stati lanciati il 1° gennaio dalla Striscia di Gaza verso la costa di Tel Aviv. Allora chiamai un’amica per assicurarmi che stesse bene, e mi rispose: “Oh, non è niente, è così di tanto in tanto.” Capii che ci era abituata.
Le morti di Perelli e Lenoci possono essere inserite nel panorama più ampio delle morti bianche in Italia, fenomeno che continua a mostrare dati allarmanti, sintomo di un sistema malato, che deve essere necessariamente rivisto.