Lo stigma | Carlo Ragliani
– Padre
dal profondo
a te gridiamo
– Padre
dal profondo
a te gridiamo
Prima che potessimo varcare la soglia di casa, nel silenzio totale che ormai si era stabilito, fu nostro padre a uscire. Camminava a gambe larghe, muovendo la testa a destra e sinistra, guardando su e giù, la bocca semiaperta. Sembrava essere diventato cieco all’improvviso e cercasse di incamerare quanti più stimoli e immagini possibili per rimanere ancorato alle cose di sempre. La pistola gli penzolava ancora dalla mano, agganciata, inerte, all’indice e al medio.
Qui, infatti, fino alla prima metà del Novecento, si parlava una lingua completamente diversa da quella parlata dagli abitanti dei paesi circostanti. Una lingua incomprensibile per coloro che non erano cresciuti a Gombitelli. Una lingua di cui qualche parola la si può ancora sentire pronunciare dagli anziani del paese, ma che è destinata, inesorabilmente, a scomparire.
Recensione di Isidoro Concas dell’EP di Adriano Cataldo, “Subalterna” (2021)
Da qui all’annientamento, puoi vedere,
un declivio è il cammino, volto a sud,
devoto al fiammeggiare vespertino
del fiume che dirama aduste piane