L’Altrove | Serena Barsottelli
All’angolo della piazza non è rimasto niente. Anche i palazzi che la incorniciavano non esistono più: sono avvolti nelle nuvole, come le vette delle montagne nelle stagioni più umide.
All’angolo della piazza non è rimasto niente. Anche i palazzi che la incorniciavano non esistono più: sono avvolti nelle nuvole, come le vette delle montagne nelle stagioni più umide.
Mentre passiamo davanti, dei giovani palestinesi stanno usando le canaline dove viene convogliata l’acqua come uno scivolo. Vanno giù a turni e ridono come in un parco divertimenti. Uno degli strumenti dell’occupazione viene disinnescato da questa spontaneità. Perché oggi non esiste l’occupazione, oggi ci sono dei ragazzi e la loro terra.
Non sapevo se stessi facendo bene, tanto prima o poi sarebbe venuta a sapere la verità. Ma non in quel momento, non per bocca mia. Non sarei stata io il messaggero di un dolore inaccettabile.
Oggi che assistiamo a un nuovo bombardamento, vogliamo trovare le parole per raccontare l’indicibile, a partire dalle esperienze dirette dei testimoni che hanno visto e scritto.
La materia viscida plasmatica grondava dalle mie mani, aveva intaccato le altre quattro cinque cose che avevo collezionato dagli scaffali, mi aveva sporcato i pantaloni di cotone, era finita per terra.