I segni particolari

Dopo qualche minuto, a lei sembra che lui stia già dormendo e si sente finalmente in pace, chiusa in quell’abbraccio che li unisce. Diego Frederico Ramos si muove e con una mano le fruga tra i capelli, lei si gira per catturarlo. Lui riesce a trattenerla e le lascia un lieve bacio tra le pieghe del collo, in corrispondenza di un neo piccolo e scuro che le calca la nuca. Non puoi, lei dice, le regole.

Vedei

Il pullman si accende, la città nuova comincia a scorrere dietro di loro, una scia in frantumi che li riporta solo a pezzi, capelli, sudore, unghia, sputo; non è in grado di trattenere niente al loro passaggio, non è fatta di materia, quando si attraversa non si modifica, non si formano le crepe, non si scortica per risanarsi attorno ai loro corpi, non si addensa, evapora nel freddo secco. 

La particolare abilità di Luce

Non è un potere, ripete più volte nella testa, soltanto un’abilità… limitata.

Indossa la giacca di pelle sintetica ed esce dalla stanza chiudendo la porta. Si ferma e si volta di scatto; ha dimenticato la chiave della camera. Ci pensa su e decide di lasciarla dov’è per non correre il rischio di perderla. Dà un’occhiata al corridoio lungo e vuoto, affonda la mano e poi il braccio nella porta, trapassandola, mette la sicura dall’interno e se ne va.

I confini della solitudine

Ed ecco che scopriva cosa realmente gli veniva a mancare: un punto fermo di riferimento, la certezza dell’esistenza nel mondo di una persona che sarebbe disposta a tutto per lui, anche ad andare oltre quel confine. Quella sconfinata generosità che, se si ha la fortuna che Mikael ebbe, si ritrova in due persone in tutta la propria vita, delle quali un bel giorno la vita stessa ti priva. A Mikael la vita aveva già presentato il conto, e come resto una terribile solitudine.