Prove tecniche di santità | Davide Galipò
Per un attimo ebbi l’impressione che si voltasse verso di me. Ma non era così. Non guardava me: guardava il vuoto, io ero il buio, la pioggia scendeva.
Per un attimo ebbi l’impressione che si voltasse verso di me. Ma non era così. Non guardava me: guardava il vuoto, io ero il buio, la pioggia scendeva.
«È una cosa che mi è sempre rimasta impressa. C’è un bicchiere di vetro appoggiato al bordo di un tavolo, è carico di energia potenziale, vuol dire energia ancora inespressa. Poi qualcuno lo spinge, e il bicchiere cade giù.»
Era un animale dai tratti preistorici, col pelo incatramato. Sembrava provenire da un incubo e metteva una paura ancestrale.
E io resto immobile fra cardi demonici e decumani che hanno dato forma al mio animo. Resto immobile e vorrei non avere tutta questa conoscenza.
Non sei razzista. È solo che non ti piacciono i neri, chi mangia troppe spezie e chi ti ferma per strada dicendo di non aver mangiato. Hai provato a farteli piacere, ma niente. Non funziona. Sei salito sull’autobus, ti hanno consigliato di respirare con la bocca e ripensando all’antibiotico liquido che da bambino mandavi giù tappandoti il naso, hai risposto: «Signora, guardi che fa schifo uguale».