La particolare abilità di Luce | Marco Corvaia

Non è un potere, ripete più volte nella testa, soltanto un’abilità… limitata.

Indossa la giacca di pelle sintetica ed esce dalla stanza chiudendo la porta. Si ferma e si volta di scatto; ha dimenticato la chiave della camera. Ci pensa su e decide di lasciarla dov’è per non correre il rischio di perderla. Dà un’occhiata al corridoio lungo e vuoto, affonda la mano e poi il braccio nella porta, trapassandola, mette la sicura dall’interno e se ne va.

I confini della solitudine | Francesco Gallo

Ed ecco che scopriva cosa realmente gli veniva a mancare: un punto fermo di riferimento, la certezza dell’esistenza nel mondo di una persona che sarebbe disposta a tutto per lui, anche ad andare oltre quel confine. Quella sconfinata generosità che, se si ha la fortuna che Mikael ebbe, si ritrova in due persone in tutta la propria vita, delle quali un bel giorno la vita stessa ti priva. A Mikael la vita aveva già presentato il conto, e come resto una terribile solitudine.

Né carne né pesce | Marta Zanierato

Salutiamo gli ultimi clienti, sistemiamo le sedie sui tavoli, poi infiliamo le giacche e fingiamo di incamminarci verso casa. Non appena le luci del locale si spengono, però, torniamo indietro, sgattaioliamo in sala da pranzo e buttiamo lo sguardo attraverso l’oblò della porta della cucina.
Perché Nora, ogni martedì e ogni domenica sera, rimane al ristorante da sola e fa una cosa.

Dispar’hêtre | Sharon Vanoli

Tutto è estensione, adesso, intorno a me. Ho gli occhi ancora appannati dalla fatica, la vista si semplifica alla spianata blu del cielo, alla spianata verde dei prati. È bene: vedere di meno, sentire di meno. C’è qualcosa sulla linea di confine tra i due colori che mi attira, come un segreto. È l’inclinazione piana di quella linea: non cerca di salire, non vuole scendere.