Paolo Randone | Il testamento
Niente agli avi, niente ai posteri.
Niente agli avi, niente ai posteri.
Era una città distrutta, dove i cani girovagavano in cerca di cadaveri e i gatti miagolavano drammaticamente. Mozziconi di colonne mostravano la nudità degli interni, sventrati, e la luna minacciosa la si scorgeva dai tetti sfondati, un colpo di grazia alla tempia della vittima.
E io resto immobile fra cardi demonici e decumani che hanno dato forma al mio animo. Resto immobile e vorrei non avere tutta questa conoscenza.