Fortuna | Ida Vitale
non esistere mutilata,
non entrare o entrare nelle chiese,
essere nella notte un essere come nel giorno.
non esistere mutilata,
non entrare o entrare nelle chiese,
essere nella notte un essere come nel giorno.
Uno stormo cristallino si perde,
nella pioggia disperata di domani.
Al ritmo del ripetersi ininterrotto
dei tralicci della luce sul tracciato
che segnano il fraseggio di un paesaggio
Colpo di frusta,
abrasione alla bocca
del famelico convulso gorgo.
Parlano, ma come gli uccelli, un dialetto celeste. Il fuoco è acceso e il villaggio più vicino. C’è il pane caldo, l’anice da scaldare insieme al vino.