Scrivere da nemico pubblico | Cataldo Dino Meo
Scrivere deve portare a rovinarsi la vita,
promettere che non sarà mai conoscenza
di se stesso, e nemmeno terapia-rifugio
Scrivere deve portare a rovinarsi la vita,
promettere che non sarà mai conoscenza
di se stesso, e nemmeno terapia-rifugio
Una poltrona dentro a una stanza ospita un corpo
che non può o non vuole stare disteso.
telecomando nero arroventato
disteso sulla tavola che emana
organigrammi di suono sottile
i corpi della Bosnia
Ti chiedi perché non mi basti il tuo corpo,
l’offerta allettante di un tempo impiegatizio.
Non sarò datore di lavoro e amico
che chiede col sorriso
di fare due ore in più.
Nutrimento?
Goccia che cade?
Per la prima volta
ho tutto apparecchiato.