Strani soli | Un tuffo dove l’apocalisse è più flou
Recensione di “Strani soli” di F. Cane Barca (Zona42, 2021)
Recensione di “Strani soli” di F. Cane Barca (Zona42, 2021)
E poi finisce improvvisa la nebbia e lei mi afferra, finisce la galleria in una notte stellata. Lei mi ha preso. Afferrato prima di finire giù. Mi ha catturato prima, a bordo di in un dirupo la cui fine è invisibile. La nebbia a farci vedere la fine della lunga strada frantumata. Tagliata. Una gran vallata davanti a noi. Il vuoto. I monti bellissimi attorno.
mutazioni e altre noie che non sto a dire, tipo bollette troppo alte, e un piccione che sbatte sempre contro la finestra del bagno. Il futuro che avevo ipotizzato da bambino non era giusto, beota, ingenuità, qui è tutto… normale, solo più corrotto.
Amàl apre la porta di ferro e viene invaso da un odore di spezie e di chiuso, mentre un’ampia sala si rivela ai suoi occhi. Nella penombra poche candele mostrano l’ampiezza del locale: forse, in altri tempi, è stata una sala da ballo.