Sputare nella neve | Adriano Giotti
Entrano nel padiglione successivo. Già li stanno aspettando. Sono nascosti dietro scrivanie e tavoli sistemati come fossero barricate.
Entrano nel padiglione successivo. Già li stanno aspettando. Sono nascosti dietro scrivanie e tavoli sistemati come fossero barricate.
Dopo qualche minuto, a lei sembra che lui stia già dormendo e si sente finalmente in pace, chiusa in quell’abbraccio che li unisce. Diego Frederico Ramos si muove e con una mano le fruga tra i capelli, lei si gira per catturarlo. Lui riesce a trattenerla e le lascia un lieve bacio tra le pieghe del collo, in corrispondenza di un neo piccolo e scuro che le calca la nuca. Non puoi, lei dice, le regole.
Il pullman si accende, la città nuova comincia a scorrere dietro di loro, una scia in frantumi che li riporta solo a pezzi, capelli, sudore, unghia, sputo; non è in grado di trattenere niente al loro passaggio, non è fatta di materia, quando si attraversa non si modifica, non si formano le crepe, non si scortica per risanarsi attorno ai loro corpi, non si addensa, evapora nel freddo secco.
Il mio papà è un eroe, me l’ha detto il mio nuovo amichetto. È venuto a prendermi in camera, quella notte, e mi ha portato a vedere lo spettacolo. Lì c’erano due tipi grossi e un uomo incappucciato. Sono stati loro a farmi capire che il mio papà è un eroe, prima di quel giorno non ne ero poi tanto sicuro.
La Commissione Draghi dice che “Andremo al fuoco! Distruggeranno le industrie, e non sono soli, c’è chi li aiuterà a scegliere i bersagli, organizzazioni terroristiche che vanno contro questo sistema, bisogna fare quello che vogliono i draghi o ci daranno fuoco! Al fuoco!”