In un presente segnato da un’idea di confine che esiste quasi esclusivamente nella sua declinazione più meschina — quella utile al lessico del potere e alle sue strategie di controllo — realizzare un disco come Atramentum Solis diventa un gesto apertamente controcorrente. Sul piano artistico è un tentativo di ribaltare un trend ormai consolidato, una risposta lucida al clima di crescente individualismo e personalismo che, come effetto collaterale della crisi sociale e politica, ha finito per riflettersi anche nell’industria musicale, sempre più ripiegata su se stessa e sulle sue dinamiche autoreferenziali.
Vedere una lista di artisti così lunga e variegata riporta alla memoria i tempi dei dischi pirata scambiati tra amici, quelli accompagnati da frasi come: “ti ho messo dentro un po’ di roba che spacca, ascolta e fammi sapere”. Un gesto che, già di per sé, era un modo per superare i confini del gusto personale, mescolare le acque, aprirsi a qualcosa di diverso.
Ma pensare Atramentum Solis in questi termini, come una semplice compilation pirata, sarebbe ingenuo e riduttivo. Nonostante il numero esteso di artisti coinvolti e le differenze stilistiche, anche marcate, l’album non funziona come un collage di brani accostati casualmente. È piuttosto il risultato di un’idea condivisa, di uno scambio reale, di una contaminazione culturale profonda che attraversa il sottosuolo underground di nazioni diverse — anzi, di continenti diversi — accomunati da una stessa lingua emotiva, dagli stessi impulsi e dalla stessa urgenza espressiva.
È proprio questa urgenza, questo fermento, a dare forma a un linguaggio nuovo e potenzialmente globale: un sistema di significanti che trova nelle distorsioni di fondo una frequenza su cui viaggiare in modo indisturbato, non intercettabile, capace di collegare Osaka e Verbania, Seattle e Recanati. Un flusso reso possibile anche dall’audacia di producer dal background musicale estremamente variegato, come Reeks, e dalla presenza di voci giovani, affamate e grintose.
Atramentum Solis è un titolo perfetto per questo progetto: il nero del sole, l’inchiostro della luce. Un dualismo meraviglioso riflesso anche nel progetto visivo firmato da Burla 22, che traduce lo spirito dell’album in un’eclissi che diventa un rituale di emersione e dall’ombra dà vita a creature mostruose che trovano finalmente il loro momento e il loro mondo. Outsider sonori che escono allo scoperto, lontani dalla logica della musica come prodotto di consumo.
Non sorprende, allora, che a pubblicare un’opera di questo tipo sia Light Item, casa degli Uochi Toki e collettivo da sempre immerso nei meandri più estremi della scena italiana, e Solium Records, etichetta indipendente francese che ha fatto dello scontro tra rap, noise ed elettronica la propria cifra stilistica.
Nella provocatoria Messaggio vocale, seconda traccia firmata da Napo XYZT e Reeks, affiora con chiarezza la frustrazione per la mancanza di tempo dedicato all’ascolto reciproco e, allo stesso tempo, il desiderio di spezzare la dinamica capitalista del finto less is more. È una presa di posizione netta: la richiesta di tornare a una velocità umana, almeno nello spazio comunicativo e artistico,
e allora resta dentro a quel castello
dove l’incontro con l’altro avviene solo in condizioni che hai preordinato
o che hanno preordinato i mezzi tecno-comunicativi che non hai nemmeno scelto
ed ecco che il linguaggio te lo scrive il tuo tempo
ed ecco che non hai nemmeno tempo per un vocale quando è troppo intenso
e allora perdilo, rinuncia ad un’intensità
raccontati che tanto son parole che ripeterà
mentre abusi di faccina gialla disegnata da qualcuno che non sei tu
qualcuno che crede in less is more
e con questo mantra non disegna più […]
Il rovesciamento auspicato è tutto qui: tornare a far sì che sia il nostro linguaggio a scrivere il tempo, e non il contrario. Accettare di ascoltare un messaggio vocale lungo, a velocità normale. Concedersi lo spazio necessario.
Sulla scia di questo, l’invito è a rallentare davvero, a concedervi una pausa consapevole e qualche ora da sottrarre al rumore costante della quotidianità per dedicarvi a un viaggio nell’ombra luminosa di questo album in uscita il 24 febbraio 2026. Un ascolto che non ha scorciatoie e richiede presenza, e per attraversarne le tensioni e per lasciarsi attraversare dalle immagini, accettando che non tutto sia immediato o comodo intrattenimento.
Elenco completo degli artisti coinvolti con le rispettive località
Zebadiah Witch (produttore & MC): Seattle, WA, USA
Hank Rubeé (MC): Modesto, CA, USA
Makumbo (MC): Rimini, Italia
Ridlaa (MC): Midlands, Regno Unito
Alfre’D (MC): Cesena, Italia
VXIL (MC): Parigi, Francia
Ciolle (MC): Verbania, Italia
h8 no.3 (produttore): Osaka, Giappone
Radon Squad (MC): Rimini, Italia
Wario Pianesi (produttore): Godiasco, Italia
Peak Flow Meter (MC): Londra, Regno Unito
Bhutan (MC): Recanati, Italia
Makumbo (MC): Urbania, Italia
Reeks (produttore): Roma, Italia
SpÖöÖöky Steeve (produttore): Citrusville, FL, USA
Console XIII (produttore): Roma, Italia
Burla22 (produttore) : Rimini, Italia
Zona MC (MC): Rimini, Italia
Napo XYZT (MC): Erba, Italia
Haitian Chris (produttore): North Carolina, USA
Murals of Conscious Outliers (MC): Londra, Regno Unito
Roman NoN (MC): Minneapolis, MN, USA
Tzaritsyn (produttore): Texas, USA
