La Global Sumud Flotilla e “l’ipotesi più bella”

C‘è un momento, alla fine della conversazione telefonica con Antonio Mazzeo, giornalista e attivista sequestrato ed espulso da Israele lo scorso luglio durante la spedizione della Gaza Freedom Flotilla, che racchiude il senso della partenza della Global Sumud e delle flotte precedenti: quando, verso la fine, gli chiedo cosa possiamo aspettarci nelle prossime settimane. Mazzeo, che subì un assalto “piratesco” dell’esercito israeliano all’Handala, la nave su cui viaggiava in acque internazionali, risponde che bisogna tenere in conto “tutto il ventaglio di possibilità”, e che “l’ipotesi più bella” (gli si illumina la voce) sarebbe un’apertura di fronte al “coraggio” di chi è partito per consegnare cibo e medicine. Sarebbe approdare finalmente a Gaza.

Il giornalista e attivista siciliano Antonio Mazzeo

È con questa speranza e con questa tenacia che viaggiano le imbarcazioni della Sumud, così come hanno viaggiato fin dal 2008, ricorda Mazzeo, quelle delle altre flotillas, per alleviare le sofferenze di un popolo schiacciato dalla “soluzione finale”, dalla “desertificazione” della Striscia di Gaza.

Le imbarcazioni della Global Sumund Flotilla alla partenza dal porto di Catania, il 7 settembre 2025

Per Mazzeo, gli attacchi dei droni subiti dalla Sumud al largo di Tunisi sono di stile “mafioso-terroristico”.

Israele si comporta, appunto, come la mafia, quando fa i suoi attentati ad effetto: vuole dimostrare di essere padrone della terra e del mare, “cancellando e seppellendo il diritto internazionale nel silenzio-assenso dei governi europei”.

La Global Sumund Flotilla durante la navigazione

Quando gli chiedo delle responsabilità italiane, Mazzeo punta il dito verso il volo militare israeliano atterrato pochi giorni fa alla base di Sigonella con il benestare dell’aeronautica militare, e verso la Farnesina. Mentre il ministro Tajani afferma che la Flotilla sapeva già in partenza i rischi che avrebbe corso, la Spagna estende la protezione diplomatica a tutti gli spagnoli coinvolti nella spedizione.

Un filmato pubblicato sul canale Instagram della Flottiglia mostra il momento esatto in cui la Family Boat è stata colpita dall’alto

Per Mazzeo, gli attacchi dei droni alla Family Boat, imbarcazione spagnola, sono da leggere sia come una rappresaglia verso la Spagna, le cui misure nei confronti di Israele sono uniche in Europa, sia come un’intimidazione all’intera comunità internazionale.

In questo senso, “il ventaglio di possibilità” da tenere in conto include, sì, “l’ipotesi più bella”, ma sull’altro estremo ce n’è un’altra, e Mazzeo la sintetizza con una sola parola, che pronuncia mal volentieri: “il fuoco”, dice.


Antonio Mazzeo, militante ecopacifista ed antimilitarista, ha pubblicato diversi saggi sui temi della pace e della militarizzazione del territorio, sulla presenza mafiosa in Sicilia e sulle lotte internazionali a difesa dell’ambiente e dei diritti umani. Ha inoltre scritto numerose inchieste sull’interesse suscitato dal Ponte sullo Stretto in Cosa Nostra, ricostruendo i gravi conflitti d’interesse che hanno caratterizzato l’intero iter progettuale. Con Antonello Mangano, ha pubblicato nel 2006, Il mostro sullo Stretto. Sette ottimi motivi per non costruire il Ponte (Edizioni Punto L, Ragusa). Ha pubblicato, nel 2010, I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina (Edizioni Alegre), con una prefazione di Umberto Santino.

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