Il 4 ottobre del 1226 morì San Francesco d’Assisi presso la cappella del Transito di Santa Maria degli Angeli. Il 4 ottobre 2024, dopo settecentonovantotto anni, Mrs Bhutan e Rico (Uochi Toki) lanciano il loro progetto musicale Mrs Bhutan, finalmente imbottigliato per l’etichetta Light Item. Loro lo definiscono un flusso, all’ascolto preferisco declinarlo come un magma, più lento, più denso, più ampio, meno percorribile, sabbie mobili laviche e crateri inesplosi, un composto chimico che non conosce la forma gassosa, un pilastro di cemento armato su cui sbattere la testa, una molotov accesa e non lanciata che indica la via. Sono più di un flusso, sono un lago con una densità di sale seconda solo al Mar Morto, sono una coppia fatta di colla a lunga durata, sono un incontro di boxe senza guantoni.

Mrs Bhutan, l’MC del progetto, non è da nessuna parte, la sua identità è al momento sconosciuta, un po’ come quando sei l’utente anonimo o il player 1 di un videogioco. Il Bhutan è tra gli stati più isolati al mondo, in cui ogni anno c’è il concorso di bellezza Miss Bhutan e la popolazione parla la lingua dzongkha. Questo è più di un videogioco, è il videogioco che tutti ci aspettiamo di giocare.
Riccardo Rico Gamondi degli Uochi Toki è la cifra sperimentale del duo. Non ha bisogno di presentazioni, con dieci album all’attivo con Matteo Napo Palma, ultimo Il limite valicabile per La Tempesta Dischi. La maggior parte dell’album Mrs Bhutan è suonato con una consolle videogiochi portatile NintendoDS con una cartuccia Korg-DS 10. Ed è subito anni 2000 con la moda Y2K, jeans a vita bassi ricamati, perizoma e collanine elastiche.
La parte che mi conquista è la produzione, la parte musicale è sicuramente più forte dei testi, che hanno un parlato/cantato, che oscilla tra il rap, l’hip-hop, a tratti spoken quando diventa denuncia, ma senza mai spiccare il volo pienamente. Il totale utilizzo della chiptune è vincente, una sensibilità e maturità artistica clamorose. Vorrei stare seduta per ore a giocare a Mario Kart, bere Coca Cola sgasata e ingozzarmi di patatine del discount. Sono felice con poco quando mi metto all’ascolto.
È un lavoro notturno, da post cena o post aperitivo, le sonorità sono grigie, quasi scure, chiuse in una cameretta da adolescente con i mostri sotto il letto. Violente e oppressive, schiaccianti all’ascolto, non puoi ascoltare altro, quasi ipnotico, diventa una comunicazione a senso unico in cui puoi solamente soccombere, travolto dalla lava. I brani hanno questa particolarità di essere in media della durata di un minuto e mezzo. Degli shottini musicali, molto compatti e feroci. Nel disco sono presenti anche alcune reinterpretazioni di testi di altri progetti: I suoi brillanti anni ’80 è un testo di Giovanni Succi dei Bachi da Pietra; Delfini è un testo di Makumbo, anche membri della Radon Squad; MP5 è un testo della Dark Polo Gang, riproposto con un intento analitico e riflessivo.
È possibile acquistare il tape in una versione glitterata, stile Britney Spears.
Quel mondo visto dai delfini è solo per i curiosi.
Nuvoladifuoco
Guarda quella nuvola di fuoco, te pare poco?
È enorme, mi sento inerme, non ho progetti a medio e lungo termine per azzerarla.
Mi troverai a disincagliarla dalla base, volo in controfase, ci rimetto la salute
Cose già vissute, mi rimiravo a Rimini ora miri mari sporchi, esci dalle porte della mente.
Lo fai prepotentemente. Tre vecchie sparute recitano a memoria un copione santo
Rantolano voce di metallo. Qualcosa che mi doveva sfuggire a tu per tu con il rituale.
Manco un passo falso. Mi rialzo a costo di onorare la tabella dei ritardi. Fate i furbi
Non raccattate dai palazzi. Mi straccio il corpo con gli stracci.
The man inside me. The rain cut him.
I’ve been so high. You must get no hi.
You have not to be end.
The man outside you could reach your mind
You must never clide.
Scopri come neve al sole tutte le tue sole solitarie, piccoli santini appesi dappertutto
Mi butto sulle coperte bianche della nonna, faccio un’ampia nanna, runfo a razzo
Come in fondo al pozzo, conto fino a 39, la tabella la conosci, perciò fammi un gran favore:
Scappa pure, scappa dall’umanità
The man inside me. The rain cut him.
I’ve been so high. You must get no hi.
You have not to be end.
The man outside you could reach your mind
You must never clide.
