Nicolò Gugliuzza | Aprile
Da quando ho l’impressione
che pure la mia fruttivendola
abbia liberato il piccolo fascista in lei,
mi sento sempre più solo.
Da quando ho l’impressione
che pure la mia fruttivendola
abbia liberato il piccolo fascista in lei,
mi sento sempre più solo.
L’olfatto umano è una semantica aperta: dopo anni di primato del visivo sul resto dei cinque sensi, la seconda mostra del ciclo La poesia visiva come arte plurisensoriale, quella sull’olfatto, celebra la qualità sinestetica della scrittura verbo-visuale, esponendo opere di poeti visivi della nuova generazione.
mutazioni e altre noie che non sto a dire, tipo bollette troppo alte, e un piccione che sbatte sempre contro la finestra del bagno. Il futuro che avevo ipotizzato da bambino non era giusto, beota, ingenuità, qui è tutto… normale, solo più corrotto.
Con il termine «presenzialismo» s’intende l’attitudine contemporanea a recitare un testo interpretandolo e facendolo proprio. Prosecutori di questa attitudine, i poeti della scena orale e performativa sembrano ricondursi a questo filone. I loro testi, però, non sembrano accogliere particolari sperimentazioni. Interrogandoci sul testo poetico come «dispositivo», cerchiamo di individuare gli elementi riconoscibili di una nuova avanguardia, dal Liminalismo alla Glitch Poetry.
Recensione di Davide Galipò al libro di Nicolò Gugliuzza