In una casa minuscola al centro dell’Alfama, qualcosa di rosa e peloso spunta tra le ante di un armadio, ma nel disordine generale e nella sostanziale solitudine della stanza non infastidisce nessuno, se non dieci vestiti anonimi che per fargli spazio si trovano costretti a starsene in un angolino.
Non è altro che un abito da lavoro, ma ha la forma di un coniglio, un coniglio paffuto con un occhio diverso dall’altro; uno di colore azzurro vivo, in plastica, l’altro un semplice bottone che si mantiene a stento a un filo di cotone. Joana lo aveva trovato un sabato mattina alla Feira da Ladra, dopo un’abbondante colazione a base di pasteis. Aveva tra i denti pezzettini di sfoglia e sulla lingua il sapore della crema, eppure si sentiva ancora affamata, mentre girovagava tra venditori di cianfrusaglie e ladruncoli di spiccioli.
Quando il costume da coniglio era spuntato da una collina informe di abiti, l’aveva come saziata. Si era trasferito dritto nel suo stomaco, un po’ come succede quando si incontra qualcuno che sa di essere destinato a cambiare le carte in tavola.
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I segni particolari | Belisario Laveneziana
Dopo qualche minuto, a lei sembra che lui stia già dormendo e si sente finalmente in pace, chiusa in quell’abbraccio che li unisce. Diego Frederico Ramos si muove e con una mano le fruga tra i capelli, lei si gira per catturarlo. Lui riesce a trattenerla e le lascia un lieve bacio tra le pieghe del collo, in corrispondenza di un neo piccolo e scuro che le calca la nuca. Non puoi, lei dice, le regole.
