L’insetto nella pancia | Roz Catone
Ho una formica impazzita nella pancia, una scheggia, su e giù da mattina a sera senza darmi pace.
Ho una formica impazzita nella pancia, una scheggia, su e giù da mattina a sera senza darmi pace.
Vorrei fare due passi, mi diceva fumando sul ponte di poppa. Lo diceva ogni volta in cui avvistavamo la costa. La cenere svaniva nella scia della nave e Gustave ripeteva:
Solo due passi.
ora non so che fine ha fatto Bloom, forse ha ragione il giudice, però so dove sono io: in cella; sì, ho mal gestito la cosa, forse prenderò un cane la prossima volta, o lascio perdere le bestie e bado al modellismo, allo sport in tv, una carriera nella ristorazione.
L’acqua è limpida ma Guido non ha ancora intenzione di immergersi. Non vuole bagnare neanche la punta dei piedi, per la verità.
Si è sempre sentito un insetto in piscina.
Quando Nemesi depose l’uovo che conteneva Elena, lo consegnò a Leda perché lo nascondesse e i Titani non potessero trovarlo. Leda lo costudì e, una volta dischiuso, lo mostrò a Tindaro, suo marito e re di Sparta, affinché insieme ne avessero cura.
La bambina non pianse mai, neanche quando fu rapita da Teseo.