Laddove dovresti cominciare a cadere
Laddove dovresti cominciare a cadere. in diagonale dalle foglie di sole. del tiglio profumante la notte. di cadute cominciate laddove. aspetti un telefono e squilli. sguardo allungato dal corpo che lasci. quel corpo oggetto. oggetto diventi. è così stupido ma questo diventi. oggetto. oggetto resti. elicoidale discesa. è così facile che questo resti. oggetto. oggetto che cadi. scendi discendi cedi. non sei ancora cosa. ma sai di esserlo stato. fuori. sei la tua voce. il tuo sperma. sei le tue feci. sei l’odore del pioppo che sente il naso. che sente l’orecchio che l’occhio non vede. non sei il tuo corpo né la non vista dell’occhio aumentato. oggetto. non ancora cosa. laddove dovresti cominciare a cadere. ascendere a cosa.
Laddove dovresti cominciare a scordare
Premesso che è inutile e dunque. generatore di calma interiore. premesso che si vota a fallire. lasciati dire. lasciati andare. e ancora prosegui a pensare. laddove dovresti cominciare a scordare. premesso che pure la morte è un segnale. infine ben chiaro di ciclo e riciclo. di ritorno all’eguale. difficile è errare senza l’io a ingombrare. difficile stare e vedersi scordare. ma continui a descrivere il tentato. ulteriore carico di io debordato. non se ne esce nemmeno nel buio. dal cieco ricamo di foto ricordo. lasciati stare. lasciati uscire. e ancora continui a ritmare parole. calcoli e fingi. spingi a ingoiare. monumentalizzi e ti appropri. laddove dovresti cominciare a scordare.
Inizi a ripetere il nome. con voce sommessa. poi sempre più alta. la coscienza vacilla. odore di incenso il nome nell’aria. sale vago uno stilo di ombra. e verticalizza il piano del muro. ripeti il tuo nome ti chiami mutando. il tono il ritmo l’intenzione. l’insonnia di mostri. destava la notte. chissà cosa era e sai cosa era. la cosa era. la cosa materna. di rimozione freudiana. adesso che scrivi non scrivi. salti alla fine. non vuoi ricordare. perché dovresti iniziare a scordare.
Frammenti tratti da SALTIQUANTI di Gianluca Garrapa
CentroScritture, 2025
Gianluca Garrapa è nato nel 1975 a Castrignano de’ Greci (Lecce) e vive a Empoli. Counselor a orientamento psicoanalitico, conduce laboratori di scrittura desiderante; lavora come facilitatore di lingua italiana per stranieri; si occupa di radiofonia, scrittura cromatica e desiderante, comicità sperimentale; sue cose su siti e riviste tra cui Satisfiction, Psychiatryonline, Puntocritico, GAMMM, Compostxt, Slowforward, Utsanga, L’estroverso, Critica Impura, Il cucchiaio nell’orecchio, Nazione Indiana, Argo on line, Gorilla Sapiens, Finzioni. Desideranze: Per caso, guarire. Per errore, chapbook edito per Minima ed., 2023; Partecipazione a BAU 19/2023, contenitore di cultura contemporanea, Viareggio, 2023 e “Civico 23” rivista in scatola; Errori (I), (premio poesia BolognainLettere, 2023), 2023, Puntacapo ed.; Un lungo momento di assenza (premio narrativa Malerba 2022), 2023, MUP ed.; Percorsi Creativi, pratiche di psicoanalisi laica (saggio, coautore e curatela), Meltemi, 2022; di fantasmi e stasi. transizioni (poesie, postfazione Gabriele Frasca, Arcipelago Itaca, 2017); Il 23 agosto, un piattello di segreti (romanzo, Eretica, 2018); Un ronzio devastante e altre cose blu (racconti, prefazione Paolo Zardi, Terra d’Ulivi, 2018); La cosa (racconti, Ensemble, 2020); Pagina bianca (poesie, Miraggi ed. 2020); è in La parola informe (a cura di S. Caporossi, Saya, 2017); in Dizionario di Counseling e di Psicoanalisi laica (Clinamen, 2018) e in Counseling Psicoanalitico e Istituzione. Politiche e pratiche del counselor a orientamento psicoanalitico (Editrice Aracne, 2019). Finalista Premio Pagliarani poesia inedita 2017; finalista Premio Tirinnanzi poesia edita 2018; vincitore Premio Nazionale Paul Celan 2018; vincitore premio Malerba 2022; vincitore premio InediTo 2023; vincitore premio BolognainLettere 2023; finalista Premio Montano 2024. Situazioni: Voceluceburattini (poesia e videoinstallazione, giugno 1998, Arsenale Cult, Pisa); Lettura di Maschere (poesia e videoinstallazione, luglio 1998, Pontedera); Gli Assenti, tre atti sul concetto d’assenza (installazione video-poetica e performance, dicembre 1998, Teatro del Tè, Pisa); performance musicale e videoproiezioni di opere digitali (29 gennaio 2003, Centro Culturale IMAGO, Pisa).
