ha detto che la madre di mattina
deve essere già sveglia o non è madre
tu che da parte tua non le assomigli
sta ferma nel suo letto, mette a punto
piani di evacuazione – sembrerebbe – la precisa risorsa
entrambe penseremo alle verdure, concluderemo intese,
| non la nostra,
la loro strategia del sopralluogo: che cosa devo fare e non ho fatto
lei lo chiama far mente locale
(ma apre ad un’ipotesi omissiva:
suo padre – è ovvio – ha perso la memoria).
*
butti lo sguardo oltre gli antenati
cerchi un potere in cui tutti hanno testa; un potere che non spunti
| una testa tra
le teste
come si allenta la vite e si stacca
senza per questo l’arresto o lo scoppio, proprio così adesso confidi
| nel corpo
mentre aggredisci il corpo con l’esercito
e dal sedile a fianco, una figura tesa, ricordi la sera ti riporta a casa
| – questa è
l’unica cosa
che non si è travestita da altra cosa;
colpa cosciente, dolo eventuale: ciò che hai fatto al tuo corpo ti precede.
*
un gatto a cui manca l’occhio
a cui manca la coda quindi è cieco
ed è stato sgravato da poco:
tanto farebbe una persona adulta – e così disse –
il gatto viene a casa con noi
quando crebbero i ragazzi nel senso lieve del mondo:
non si poté contrarre la giornata come un tubo
la fine di giugno, la lunga luce gialla, tutto il resto
il vostro lavoro nel lavoro aspettando la fine delle ore
dov’è finita la vostra parola?
dov’è finita la parola fine?
quando ti graffia, il sangue, non l’hai capito subito – è stato proprio proprio
necessario?
ma lui non ascoltava più
si ripeteva il trauma nel respiro
hanno ferito un animale già ferito
e non pensare che non lo sapevano.
*
si aggira sotterraneo qualcosa che tuo padre non voleva
suo padre prima, il padre di suo padre
la madre di tuo padre
spuntava linee saliche con la stessa apprensione,
crescevano
la riga del recinto era onorata – unghie corte e pulite;
c’è il caso – nove figli – che sconfinasse sempre un poco altrove;
è stanca: il suo sbadiglio ha eterna rispondenza
disseminare tutto, piantare un altro faggio sullo sfondo
di un’amministrazione
che ha inanellato crisi dietro crisi
ci ammoniva – ricordo la maestra – tenete sempre alta
la domanda; a scuola non si prega ma pregammo
la sua preghiera che cadesse il governo.
