Nullaconta | TUTTO NERO

Anno nuovo, redattrice anziana e brani di spoken word freschi freschi fanno buon brodo. L’apertura 2025 la affidiamo a Matteo Zanin e al suo progetto solista NULLACONTA. Lo abbiamo già avuto ospite con il duo DELL’ANIMA NELLA SERPE nello split album On échappe pas de la machine /*Enterrez mon cœur loin d’ici* in condivisione con i NUIT BLEUE di Tolosa. 

Cover dell’EP

Torna più rumoroso che mai, nelle sue sonorità più amate e ricercate e trovando una via d’uscita ancora poco illuminata che chiameremo harsh pop. L’album apripista di questo lunghissimo gennaio è Tutto Nero, uscito il 20 gennaio per l’eroica etichetta Solium Records, che non le manda a dire nel tritacarne musicale, e si accolla l’onere e l’onore di puntare un faro sugli artisti in balia dell’oceano digitale. Quindi tutti muniti di scialuppa di salvataggio andiamo insieme a recuperare le otto tracce di questo ipnotico e umanamente apocalittico lavoro.

Se ti stai chiedendo cosa sia l’harsh pop, non buttarti, rimani con me, te lo scrivo in maniera che in questo mondo tutto sia ancora possibile e ricercabile, attuabile e fruibile, commestibile e calpestabile. Immagina Billie Eilish vestita in kimono, mentre sorseggia un tè verde in una chashitsu e ascolta SUMMER IN MY VEINS  di I’M LAKE OF BURNING ORCHIDS e c’è nella stanza un poster di KILL BILL Volume I.

L’harsh pop è il matrimonio laico tra il pop da teenager americana innamorata di Justin Bieber e una qualsiasi scena splatter girata da Quentin Tarantino. Potremmo inserire altro, ma siamo in fascia protetta e questa è una rubrica super seguita dai bambini, bugia, ma inseriremo rimandi ponografici solo a pagamento. 

La benzina per questo viaggio è il dolore, in taniche da dieci litri, ognuno con la propria, stretta al petto che contiene il nostro dire. NC si immerge totalmente nella sofferenza, nella disperazione, nelle lotte personali, negli strati materici che siamo in grado di graffiare per vedere quale superficie ci sia sotto, e converte tutto questo in suono. L’harsh pop, l’elettronica e il digital core sono la sua Trimurti, con loro crea, conserva e distrugge. Una sorta di ricetta per rumorosiani, quelli che della musica prendono il risvolto più ancestrale e antico, quello fatto quando ancora non si sapevano mettere in ordine le note sul pentagramma. Tornare caverna e fuoco, per fare luce e riparo a quello che siamo: semplicemente degli esseri in cerca di conforto. 

Prendiamo tutto il pop di questo mondo e distorciamolo, aggrovigliamolo, creiamo con esso un nuovo mondo sonoro e tuffiamoci, ora che siamo pronti, in questo volume musicale. C’è un muro di suono per tutto l’ascolto, costruito ad arte, senza lasciare che qualcosa sfugga al controllo. Un mattone di kick techno hardcore, uno di breakcore, uno di break di drum and bass, un mattone acceleratore, un mattone crudo, uno di speedcore, uno di intensità, uno di bpm, uno di melodie e uno di voci urlate, uno di tormento e uno di rabbia. Adesso possiamo attorno a queste quattro mura sentirci liberi di poter professare qualsiasi nostro incubo. Possiamo urlare, come NC, smostrati per tutti i minuti che ci si palesano davanti, possiamo squarciare le nostre ugole, renderle brandello e ricostruirle per trovare un nesso in questo cosmo. 

Senza casa è il dramma dell’odierno, la continua ricerca di un luogo posseduto, in cui gli altri hanno accesso solo se viene concesso loro, e quando I Minuti Non Passano Mai, rimaniamo bloccati in noi stessi, sospesi e paralizzati, cerchiamo una soluzione e una voce ci sussurra: Accoltella Lo Spirito! Siamo qui a pugnalarci per far morire una parte di noi che non riusciamo ad addomesticare, a tatuarci C.B. II sul polso sinistro e a canticchiare “what was i made for” di Billie Eilish, mentre tutto collassa e rimangono le nostre carcasse sparse nelle strade delle nostre metropoli interiori, come fossimo animali andati al macello. C’è odore acre, sono i nostri corpi, quella che verrà chiamata l’era Post-Carogna, e con il Tutto Nero è l’unica possibilità che abbiamo per sopravvivere, di nuovo, Senza Casa, Coda.

“Ti giuro, mi spiace. 
Non riesco – sto male. 
Non voglio tornare a casa. non ci
sarà mai un posto che chiamerò casa.”

Finisco di bere il mio tè con BILLIE EILISH e lei mi dice: “Nankurunaisa”

Billie Eilish

avevamo un solo paio di ali per due, ho imparato a camminare 
oggi ascolto billie eilish zuppo d’alcool ed antidepressivi

nel dolore io vedo chiaro 
abbandona le mie mani, lasciami andare le mani

usale per darti fuoco

avevamo un solo paio di ali per due, ho imparato a camminare 
oggi ascolto billie eilish zuppo d’alcool ed antidepressivi

vedo chiaro, nel dolore io vedo chiaro

Testo e musica di Nullaconta

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