Suonino le campane di festa, che per gli amanti del suono è il frusciare di un impianto nel suo attivarsi! Passato il 2024, se è già da qualche tempo che si sta osservando sempre più movimento nella scena-non-scena spoken italiana, passandolo in rassegna c’è da salutarlo come estremamente fruttuoso e con grandi promesse per futuri abbondanti raccolti.
C’è da festeggiare nuovi progetti dall’identità solida, nomi storici ed esperienze più estemporanee, tutte qui in un trenino da Capodanno che ci si augura possa essere collante e fonte di nuove scintillanti collaborazioni. Tuffiamoci quindi in questo cenone audio, con le più sapide uscite di questi dodici mesi a cui vanno ovviamente aggiunte quelle già recensite in questa rubrica durante l’anno, come le due uscite Light Item di Alfre D’ e Burla22 e di Mrs Bhutan e Rico, o il self-titled di Disturbat! Altr!. In chiusura, come per ogni buon pasto, un’abbondante scelta di liquorose e saporite bonus tracks a cavallo tra nuovi emergenti, grandi riconferme e progetti multiformi. Indipendentemente quindi che siate più amanti delle portate-album o delle divagazioni da fine banchetto, preparate le orecchie e l’acquolina, si parte!
1. Amuse-bouche, TAMBURI NERI
Cominciamo con l’album La notte, graditissimo ritorno sulle scene dei Tamburi Neri, duo formato da Claudio Brioschi e Andrea Barbieri che riesce ancora una volta a fondere in maniera convincente sonorità da club e altre derive elettroniche con uno storytelling affascinante nella sua semplicità, lineare il giusto per entrare in dialogo sincero con le suggestioni sintetiche delle produzioni.
2. Entrèe, SAN GIORGIO CIBERNETICO
Ci spostiamo da un duo a un altro coi toscani San Giorgio Cibernetico, ovvero Michael Nannini e Matteo Matto Zoppi. La formazione nasce nel 2019 all’interno del collettivo fiorentino Fumofonico e ha sempre incentrato molto del suo lavoro sulle potenzialità dell’elaborazione della voce. Recentemente hanno aperto il loro Bandcamp offrendo all’ascolto due EP rispettivamente del 2020 e del 2021, con la sapida promessa che presto verrà aggiunto qualcosa di nuovo.
3. Antipasto, KYOTO
Il progetto della performer, produttrice e percussionista Roberta Russo ha visto nell’arco di un anno e mezzo una crescita esponenziale che l’ha portata assieme a Truemantic, co-produttore delle sue tracce, a viaggiare col loro live in tutto il mondo, portando dense atmosfere rituali e la visceralità delle sue interpretazioni su grandi palchi. È del 2024 il suo EP di debutto, Limes Limen.
4. Primo di terra, MAMMA
Se Kyoto fu vincitrice dell’edizione 2022 del Premio Dubito, è Matteo Gorelli in arte Mamma ad aver vinto l’edizione 2023. La sua prima release ufficiale, Istinto della luce, prodotta interamente da Probono, è uscita il 6 dicembre 2024 ed è un viaggio iperdenso tra sonorità cangianti (si passa da trappate mumble ai cassoni hardstyle senza che la solidità del progetto si diluisca) che parla di dolori profondi con un’immediatezza che non lascia sconti.
5. Secondo di terra, SOMMA ZERO
Il 6 dicembre 2024 è però anche la data di uscita di Black and white mixtape di Somma Zero, suo primo producer album nel quale decide di ospitare oltre alla sua anche molte delle voci più caratterizzanti della torinese Radiobluenote Records, dal suo fondatore Davide Bava (uscito quest’anno anche col suo EP solista Mater Ferro) ad attesi ritorni come quelli di Brownie, di Luca Atzori o di SOFIA_, realizzando un’opera collettiva della portata di quelle che diedero inizio all’etichetta/collettivo.
6. Sorbetto, TITO SHERPA
Non presente nella raccolta sopracitata è la voce di Tito Sherpa, un’altra delle voci storiche di Radiobluenote, che però quest’anno ha dato alla luce il suo Passaggio al nuovo mondo, densissimo album in cui il rap chirurgico di Tito evolve ulteriormente in otto tracce, ognuna affidata a un diverso produttore. Come nel suo precedente Effetto serra il tema dell’evoluzione, della crescita, della soglia da superare, attraversa e unifica tutte le tracce in un discorso organico.
7. Primo di pesce, ILARIA BOFFA

Il lavoro sonoro di Ilaria Boffa, poetessa e performer classe ’72 uscita a settembre col suo De Avitis Sonis, è fortemente incentrato sull’utilizzo di field recordings (in questo caso realizzati tra la Calabria e il Marocco) ed è caratterizzato da una delivery precisa e minimale, a cui vanno ad intrecciarsi il violino e la voce di Ida di Vita. Il risultato è di una organicità meditativa, sincera, non artefatta, rara.
8. Secondo di mare, AMIATA (POP MUSIK)
Dopo più di dieci anni dall’ultima uscita discografica di un progetto del ticinese Marko Miladinović, è uscito a settembre Alti Eldoradi, album di debutto di Amiata (Pop musik) – dove, a loro stesso dire, pop sta per Poesia Orale Prestante e musik sta per l’acid-rock dei Doors e il post-punk dei The Fall con Alfredo Cohen. Gli arrangiamenti rivelano una grande unità sonora della band, su cui l’impianto aforistico di Miladinović trova spazio senza sacrificare il dialogo col suono.
9: Contorno, LUNA LIAS
È di maggio 2024 l’ultima uscita della produttrice con base a Bologna Luna Lias, Marcata, un velocissimo viaggio di una decina di minuti a raccogliere brevissime suggestioni di un processo di trasformazione viscerale in cui il tono sussurrato dei testi si fonde in produzioni curatissime di matrice industrial/deconstructed club, con finestre noise che si aprono sbattendo su uno scenario la cui decodifica è affidata a chi ascolta.
10. Predessert, VERA FAME
Dopo un’attesa di tre anni ritorna sulle scene Vera Fame, al secolo Martina Jacoma, artista con base nella città spagnola di Dènia, col suo album A lume di schianto nel quale la sua ricerca vocale che coinvolge in continuo oscillare elementi di delivery più legati al recitativo o al cantato trova nuove soluzioni immergendo chi ascolta in un ambiente sonoro layerato in cui lo strumento della viola – suonato da Martina stessa – predomina.
11. Dessert, KOSMONAVT

Prosegue la ricerca di Cristian Kosmonavt Zinfolino col suo Furios3, un album che a tre anni di distanza dal suo Compendio di Groenlandia mostra come l’interesse verso i diversi mondi della musica elettronica abbia fatto un passo avanti molto largo, fornendo un sostegno al suo recitato dalla forte teatralità per affrontare tematiche sociali dalla sempre maggiore urgenza.
12: Piccola pasticceria, IFASTI
Chiudiamo infine con un altro gradito ritorno, quello de IFASTI, che col loro Oltre propongono nuovi brani che confermano la formula ormai ben collaudata che li caratterizza nella quale l’equilibrio tra doppio basso e chitarra (entrambe con richiami ad esperienze musicali molto legate al periodo ’90-2000) e produzioni elettroniche minimali lasciano agio e movimento alla vocalità declamatoria che è ormai un marchio di fabbrica della formazione torinese.
BONUS TRACKS, ovvero la vetrinetta di liquori
Oltre alla forma-album degli esempi sopracitati vale la pena di chiudere questa HMSW con qualche altra chicca sparsa, no? Per un tuffo nel passato, Axis Axis ha curato la pubblicazione della resa audio di Machiavelli 30 (Guanda, 1978) di Vincenzo Agnetti, recitata dalla sua stessa voce. Caterina Dufì aka Vipera, vincitrice del Premio Dubito di quest’anno, ha invece pubblicato una versione live per Anonima di un suo brano ancora inedito, Trafitto, dalla grande potenza immaginifica. Torna sulle scene anche Carlo Corallo col singolo Dispari prodotto da Sicket, nel quale alterna il suo tipico labor limae di barre e incastri con un ritornello cantato. Rimanendo sulle barre, un altro ritorno splendente è quello di Dj Gruff col singolo Manchi solo tu, uscito a luglio per Gotcha records. Con la sua personale miscela di spoken word, club music e musica pop ricompare anche Sarafine col suo Un trauma è per sempre, nel quale la sua delivery che strizza l’occhio ai vocalistismi da discoteca si alterna a brani più cantati. Tra la prolificissima produzione (ben 25 uscite tra album, singoli e altre format, in più lingue e in collaborazione con diversi artisti) di quest’ultimo suo anno di attività, segnaliamo il singolo Culla del mondo di Antonella Eye Porcelluzzi assieme a progettosonoro. Singola uscita, ma molto d’impatto, è il video di Sugnu, dieci minuti di spoken music da parte di Marge, poliedrica artista siciliana in gara allo scorso Premio Sanesi (il cui progetto vincitore, Mirko Vercelli + Maltempo Collettivo, farà uscire nei prossimi mesi il loro primo album, che già si preannuncia gustoso). Parlando di collettivi, la compilation volume uno del progetto Vieni Fortuna raccoglie una pluralità di voci e prospettive che coinvolgono più di venti persone tra cui Allison Grimaldi Donahue, Viola Lo Moro, Pippo Grassi e Ginevra Collini. Altro album collaborativo appena uscito per La Tempesta Dischi è Litost, lavoro che vede l’ormai storico duo degli Uochi Toki aprirsi in forma di collettivo ospitando altri nomi familiari alla loro fanbase come Zona MC, John Princekin dei XVI Religion, Makumbo e Omega Golpe dei Radon Squad, Alos? e Ubic MCDXCII. Esce anche Tempi cambiati, primo singolo di Drip Fortuna, trio a cavallo tra spoken, dubstep e trap con base a Torino che vede alla voce Cecilia Gallucci aka Ciolle. Per Fritto FM esce invece un dj-set di Asiya che, in un viaggio di tre quarti d’ora, ospita una selezione di testi recitati in live da Paolo Cerruto – a dimostrare che il rapporto tra djing e parola agìta rimane sano. Arriva infine online il primo singolo del collettivo triestino ORA, Comandi, primo capitolo del già annunciato progetto in futura uscita Hack the bank.
Ora il convivio si chiude, abbracci tra pance piene e corpi un po’ sbronzini, le parole possono inebriare come bollicine millesimate. Guidate piano, trovare le vostre strade, buoni successivi risvegli. Nessun ecumenismo in questi auguri, piuttosto l’augurio che tutti questi esempi di parola agìta sottende: che ogni voce, se lo vuole, può agire.
