Nuit Bleue ft. Dell’Anima Nella Serpe | L’HC di Tolosa incontra Milano

Con il loro ultimo lavoro On échappe pas de la machine /*Enterrez mon cœur loin d’ici*, lo split album in condivisione con Dell’anima nella serpe, i Nuit Bleue, quartetto hardcore/noise di Tolosa, conquista un posto nella mia classifica di gradimento. Sono schivi, poco fotografabili, repellenti a qualsiasi forma di marketing, che non sia strettamente collegato al fare sul palco.

I Nuit Bleue in concerto

Sono indaffarati nel loro cercare musicale, dissotterrano zanne di animali chimerici, la più piccola goccia d’apatia, il ciglio d’una strada anonima presa per sbaglio, la sacerdotessa e gli sbirri di merda. Non si risparmiano contro la democrazia, lo stato, gli stolti, gli stronzi e una serie interminabile di parole che fa di loro degli amabili anarchici.

Edo ‘Cicuta’ alla voce

Alla voce Edo, alla batteria Damien, a cui vengono affidate anche le parti scream, JB al sax e Johan al basso, che utilizza un amplificatore Markbass, prodotto a dieci chilometri da dove vivo. Quando ascolto le loro nove tracce, mi fa sembrare tutto più vicino, tutto più casa, come se li conoscessi già da tempo. Sono influenzata dal sax, ho subito il flash della copertina di Jonatan Florez e inizio un viaggio immaginario nella mia Cadillac Sixty Special del 1968.

JB al sax

Intercetto il mio brano del fegato in Pizia – Non spegnete il fuoco sacro, lo ascolto in loop almeno una trentina di volte, lo propongo a colazione, a pranzo e a cena, è la mia canzone tuttofare, la mia zampa di coniglio, la mia luce notturna per andare in bagno. Il loro suono hardcore è la degna risposta al mio anno della gentilezza.

Johan al basso

Settantacinque secondi di marcia funebre, un ingresso in navata di una sposa, un corridoio lunghissimo di un orfanotrofio abbandonato, una fila al McDonald’s alle 22:30 di un sabato sera qualsiasi, un corteggiamento tra l’acid jazz e l’HC, un alzabandiera in un paese in guerra che aspetta una tregua per poter seppellire i propri morti, un cinquanta tonnellate di amianto smantellato in un ex ospedale psichiatrico, il male che si fa più per ignoranza che per disattenzione. Sulle chitarre noise e sui sassofoni jazz, entra la voce di Edo, un omaggio dichiarato alla spoken word vecchia maniera, senza trucco né inganno, in cui qualcuno riconoscerà la scuola bolognese.

Damien alla batteria e agli scream

Tutti insieme con Damien urliamo: La tua testa è stata comprata già da tempo/ Dalla malafede che ti spinge dentro il baratro/ La vernice è fresca; la vista meravigliosa. Tutti insieme, adesso, sbronzi di birra sgasata in bicchieri di plastica non riciclabile, cantiamo e giustifichiamo quello che ci circonda, diamo una lettura pacifica del nostro essere umani, nessun buono, nessun cattivo, siamo un neutro che si ostina a cercare una via d’uscita e non abbiamo capito invece di dover rimanere fermi. Come un sample di Carmelo Bene, che ricorda con voce stentorea: “Non si sfugge dalla macchina.”

Seppellite il mio cuore, lontano da qui. Ora, con i capelli blu, per attentare al sistema.

Pizia – Non spegnete il fuoco sacro

Nonostante tutto mi ostino ad amare le persone,
a pensare ch’esse siano più propense alla benevolenza che alla turpitudine.
Ma devo ammettere che di tanto in tanto devo ricredermi, anzi, in realtà piuttosto spesso.
Mi piace immaginare che ognuno tra noi abbia più bisogno di considerazione ed affetto che di astio e crudeltà, che collaborare tra pari è più logico del competere
e che se ci sforziamo di capire il nostro prossimo, nulla di male potrà sortirne.
Non sono eccessivamente ottimista, né un illuso, né uno sciocco, né un fricchettone,
è solo che non si può passare la propria vita a diffidare degli altri per partito preso o a volerli fregare alla prima occasione.
Se faccio qualcosa di male a qualcuno, non è mai per volontà deliberata di nuocere, quanto per ignoranza o disattenzione.
Ma devo ammettere di aver talvolta ferito chi mi aveva offeso, non me ne pento, perché subire passivamente la cattiveria è avvilente.

(La tua testa è stata comprata già da tempo
dalla malafede che ti spinge dentro il baratro,
la vernice è fresca; la vista meravigliosa.)

La dolcezza non è una cortesia
e neanche il vezzo di un tempo di pace.
Cosa caspita importa se è un mondo crudele?
Sì, il mondo è crudele
ma è mille altre cose
per tanti che ti hanno voltato le spalle
c’è sempre qualcuno ch’è dalla tua parte.
In realtà poi dipende.
Sì, a volte sei solo
la vita è una merda
e vorresti sparire
guardare la terra bruciare
per non continuare a tremare
dal freddo
c’hai dentro la pelle
che spezza le ossa
che mozza le dita.
Che poi, come diavolo ci sei arrivato
così lontano
così lontano
così lontano da te?
Le parole non dette ammuffiscono dentro
ma mezza di troppo e sarai fatto fuori.
Non esistono stelle a guidarti
se vai alla deriva.

I rapporti umani sono un campo minato dove non c’è via sicura ma un passo falso e salti in aria
e ti ritrovi con le interiora sparpagliate su un prato chiedendoti come ti sia potuto accadere.
Forse una risposta c’è, ma spesso si è troppo testardi per accettarla o troppo orgogliosi per volerla cercare.
Il problema è che una volta che le strade si separano si rischia di cedere alla tentazione di pensare che sia stato tutto un grande inganno.

Ma qui nessuno è cattivo per natura, né buono per quel che vale, siamo tutti il meglio ed il peggio di ciò di cui siamo capaci ed è davvero una magra consolazione pensare che le persone s’inventino strategie da serie tv solo per farci del male
Forse è comodo pensare che gli altri siano tutti stronzi, ci rassicura quando gli stronzi siamo noi.

Seppellite il mio cuore lontano da qui.

Testo e voce di Edo ‘Cicuta’, scream di Damien
Musica di Nuit Bleue e Dell’Anima nella serpe

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