La società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece questa società riconosce la follia come parte della ragione, e la riduce alla ragione nel momento in cui esiste una scienza che si incarica di eliminarla.
– Franco Basaglia, Conferenze brasiliane
In collaborazione con la UISP, il Piccolo Cinema e l’ASL di Torino, è stata organizzata una straordinaria attività fisica e artistica nel parco Rignon, originariamente sede della villa nobiliare Amoretti, nel quartiere di Santa Rita. Questa partnership unica unisce lo sport, la cultura e la cura della salute mentale, offrendo un’opportunità di crescita e benessere per tutti i partecipanti.
La UISP, Unione Italiana Sport per Tutti, ha svolto un ruolo fondamentale nell’organizzazione e nella promozione di questa iniziativa, creando uno spazio inclusivo e accogliente per tutti i pazienti di strutture d’accoglienza che desiderano superare le proprie sfide quotidiane attraverso lo sport.
Il Piccolo Cinema di Torino, un luogo di cultura e arte, ha contribuito ad arricchire l’esperienza con la sua dimensione artistica. Attraverso proiezioni, laboratori e performance, ha offerto ai partecipanti uno spazio di espressione creativa e di riflessione, arricchendo ulteriormente il percorso di crescita personale.
L’Azienda Sanitaria Locale ha svolto un ruolo di supporto fondamentale, fornendo l’assistenza sanitaria necessaria e garantendo la sicurezza e il benessere di tutti i partecipanti. I professionisti sanitari dell’ASL hanno lavorato a stretto contatto con il gruppo, offrendo cure e sostegno individuale per favorire il percorso di sperimentazione e crescita.
Nel cuore della Città Metropolitana di Torino, ha preso vita un progetto innovativo e coinvolgente chiamato A Passo D’Uomo. L’iniziativa mira a creare un Gruppo di Cammino, composto da 30 persone affette da disagio psichico, affiancate da 10 operatori specializzati tra medici, psichiatri, infermieri ed educatori professionali. L’obiettivo principale è quello di favorire il benessere mentale, l’attivazione motoria e la socializzazione attraverso una serie di tappe che attraversano il territorio.
La guida del Gruppo di Cammino è affidata a Walking Leaders qualificati dalla UISP, che, con la loro esperienza e competenza, hanno saputo condurre il percorso in modo sicuro e stimolante. Ma non è tutto: esperti di comunicazione, giornalisti e scrittori con esperienze nel campo della Salute Mentale si uniscono al gruppo per narrare e documentare l’intero viaggio attraverso diversi strumenti di comunicazione.
Ogni tappa del percorso è un’occasione unica per il Gruppo di Cammino di incontrare altri cittadini, realtà operanti nel campo della Salute Mentale e associazioni sportive e culturali. Questi incontri diventano momenti di condivisione e socializzazione, permettendo ai partecipanti di raccontare le proprie esperienze, sfide e traguardi raggiunti lungo il percorso. È un’opportunità aperta a tutti, poiché chiunque può unirsi al gruppo durante il cammino e condividere la propria esperienza personale.
Ma il viaggio non termina con l’ultima tappa: un evento finale, un’entusiasmante festa aperta a tutti i cittadini, offre l’opportunità di riunire il Gruppo di Cammino per un’ultima volta. Qui i partecipanti possono salutarsi e riflettere sull’arricchimento personale che l’iniziativa ha portato loro, sia dal punto di vista dell’attività motoria che della riscoperta della socialità.
Questo progetto ambizioso non si limita solo al contesto di Torino e della Regione Piemonte. L’obiettivo è quello di diffondere buone pratiche di salute e socializzazione anche al di fuori dei confini cittadini, coinvolgendo realtà e comunità che credono nell’importanza di promuovere il benessere mentale e la partecipazione attiva di persone con disagio psichico.
“A Passo D’Uomo” è molto più di una semplice camminata. È un’esperienza di crescita, un viaggio verso la guarigione interiore, la comprensione reciproca e la costruzione di una comunità più inclusiva. È la dimostrazione tangibile che la salute mentale può essere affrontata e migliorata attraverso l’attività fisica, la socializzazione e l’empatia. È un messaggio di speranza che si diffonde passo dopo passo lungo i sentieri di Torino e oltre.
Partecipando a questa iniziativa, i pazienti psichiatrici hanno l’opportunità di sperimentare i benefici dello sport e dell’attività fisica come strumento per il sostegno della propria salute mentale. Attraverso il cammino, l’esercizio all’aperto e il coinvolgimento in un’attività di gruppo, si crea uno spazio sicuro in cui esprimere le proprie emozioni, condividere esperienze e stabilire connessioni significative con gli altri partecipanti.
Inoltre, l’iniziativa si apre alla partecipazione di esperti di comunicazione, giornalisti e scrittori con esperienze nel campo della salute mentale. Questi professionisti apportano una prospettiva unica e arricchente, contribuendo a narrare il percorso dell’iniziativa attraverso diversi strumenti di comunicazione. Questa dimensione narrativa permette di amplificare la consapevolezza sociale sulle sfide affrontate dalle persone con disagio psichico e sottolinea l’importanza di promuovere la salute mentale attraverso l’attività fisica e l’inclusione sociale.
L’incontro con cittadini, realtà che operano nell’ambito della salute mentale e associazioni sportive e culturali durante le tappe del percorso, crea spazi di socializzazione e scambio reciproco. Questi momenti offrono l’opportunità di condividere esperienze, sfidare pregiudizi e promuovere una maggiore comprensione della salute mentale, coinvolgendo attivamente la cittadinanza nel processo di sensibilizzazione e integrazione.
Nell’ambito di questa attività, si può osservare come lo sport abbia un impatto significativo nel ridurre gradualmente il bisogno di psicofarmaci. Gli effetti benefici dell’esercizio fisico sull’equilibrio mentale e sul benessere psicologico sono ormai ampiamente riconosciuti.
Gli artisti possono svolgere un ruolo significativo nel contesto della salute mentale, ma non come professionisti medici o terapeuti. È importante distinguere tra il ruolo degli artisti come creatori di opere d’arte e il ruolo dei professionisti della salute mentale nella cura e nel trattamento dei disturbi mentali.
L’arte può essere utilizzata come strumento terapeutico complementare all’intervento clinico professionale. Attraverso l’espressione artistica, le persone con disagio psichico possono esplorare ed elaborare le proprie emozioni, promuovere la consapevolezza di sé, sviluppare nuove prospettive e migliorare il benessere emotivo. L’arte può essere un mezzo di espressione, di comunicazione e di guarigione che consente alle persone di trasformare le proprie esperienze interiori in opere tangibili.

Ma cosa succede se filmiamo i pazienti davanti a un blu screen per dare forma ai loro desideri?
L’ho chiesto a Emanuele, uno dei registi del documentario che stiamo girando sul laboratorio.
Cosa succede se diamo 10 action cam ai pazienti psichiatrici perché si raccontino mentre fanno sport?
È una strana e affascinante idea: diamo dieci action cam ai pazienti perché si raccontino mentre fanno sport. Ci troviamo di fronte a un universo sconosciuto, esplorando i confini inesplorati delle menti fragili e, allo stesso tempo, dotandole di uno strumento potente per esprimere la loro unicità
L’idea di fornire action cam ai malati mentali affinché si raccontino mentre praticano sport può avere diversi effetti positivi. Tra i possibili benefici, le action cam offrono ai pazienti la possibilità di esprimere se stessi attraverso la registrazione delle loro attività sportive. Questo può fungere da forma di espressione creativa e consentire loro di condividere le proprie esperienze in modo visivo.
Il coinvolgimento in attività sportive e l’opportunità di registrare le proprie imprese possono aumentare l’autostima dei pazienti. Vedersi impegnati in attività fisiche e ottenere risultati concreti può contribuire a sviluppare un senso di realizzazione e fiducia in sé stessi.
Le action cam consentono inoltre ai pazienti che soffrono di disagio psichico di creare una narrazione personale delle proprie esperienze. Questo può aiutarli a riflettere sui loro progressi, sulle sfide affrontate e sulle strategie utilizzate per superarle. La creazione di una narrazione personale può favorire la consapevolezza di sé e la crescita personale.
Attraverso i video registrati, i pazienti possono condividere e rivivere le proprie esperienze con gli altri. Questo può creare un senso di connessione e appartenenza a una comunità, favorendo il supporto sociale e la comprensione reciproca.
Le registrazioni delle attività sportive dei pazienti possono contribuire a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della salute mentale e sfatare gli stereotipi negativi associati ai disturbi mentali. Mostrare le capacità e le passioni delle persone affette da disturbi mentali può contribuire a promuovere l’inclusione e a combattere lo stigma.

Nel parco, tra i suoi sentieri, si mescolano i passi di chi porta a spasso i cani, le chiacchiere di chi cerca un momento di pace e serenità, i volti segnati dal tempo e i sorrisi dei bambini cullati tra le braccia. Il tempo scorre, e dalla fine dell’inverno sboccia la primavera, portando con sé una promessa di rinascita. Quando i pollini bianchi cadono, qualcuno li indica e bisbiglia. Mentre i pollini bianchi danzano nell’aria, qualcuno li indica con un gesto.
Alessandro, l’educatore dai saldi principi, è un faro di luce e integrità morale per tutti i partecipanti. Con la sua dedizione e la sua esperienza pluriennale, sprona ognuno di loro a superare i propri limiti, trasformando lo sport in una strada di crescita personale.
Accanto a lui, Silvana, un’infermiera appassionata di Capoverde, offre il suo amore e la sua cura ai pazienti, diventando una presenza costante di sostegno. Tra una somministrazione di cure e l’altra, trova rifugio nelle verdi distese del parco, riconnettendosi con la sua essenza e trascorrendo momenti di serenità.
Marco, istruttore di scherma medievale ormai avanti negli anni, è un maestro della spada e un seduttore seriale delle passeggiate delle donne in pensione. Con il suo fascino innato e la passione per la scherma, guida il gruppo con maestria, offrendo loro uno spazio per mantenere vivi il corpo e lo spirito.
Roberta, saggia e atletica, si occupa dello stretching e del benessere dei partecipanti. La sua dolcezza e la sua saggezza li mettono a proprio agio, creando un ambiente di fiducia e condivisione. Grazie alla sua guida, tutti si sentono accolti e pronti ad affrontare le sfide che li attendono.
Magid, con il suo tamburo, riempie l’aria di melodie ritmiche e coinvolgenti. La sua passione per la musica e la poesia si traduce in haiku che catturano la bellezza fugace della vita. La sua creatività e il suo spirito libero ispirano tutti a cercare la parte poetica e profonda di sé stessi.
Emanuele, un filosofo in tuta, si muove tra il gruppo osservando, ascoltando e filmando ogni momento. La sua presenza discreta e attenta permette di catturare l’essenza di ogni gesto, di ogni sorriso e di ogni sfida. Attraverso la sua lente filosofica, rende tangibili le sfumature della vita.
Infine, ci sono io, Irene, la narratrice dei diari di bordo immaginari. Con la mia penna, ho cercato di guidare i partecipanti del laboratorio a esplorare le proprie emozioni e a riflettere sul loro cammino di crescita. Le mie parole sono diventate specchio delle loro esperienze, dando voce alle speranze e ai sogni di ognuno. Finiamo dentro le loro storie:
Finiamo in questo mondo di avventure. Mi trovo in una dimensione avvolta da un manto di meraviglie, mentre gli sguardi delle creature marine danzano tra le onde del mare aperto. L’acqua salata mi accarezza il viso come una carezza divina, mentre le case dipinte di Caorle si ergono come testimoni del tempo che fugge. Un piccolo scoiattolo attraversa il mio cammino, sfidando la gravità con la sua agilità. Le ali dei colombi svolazzano sopra di me, portando con sé il messaggio di un cielo infinito.
Le mie emozioni si intrecciano con la vitalità di questa avventura, mentre il vento dell’entusiasmo mi spinge verso nuove mete. Ogni passo che faccio è un canto di libertà, un invito a rompere le catene della convenzione e ad abbracciare l’ignoto. Sono circondata da persone che condividono la stessa passione, la stessa sete di vita.
Ma non sono solo le avventure a rendermi felice. È la condivisione di questi momenti con le persone che amo che rende tutto ancora più prezioso. Le risate, gli abbracci, i gesti di affetto sono il vero tesoro della vita. Sono il vento che mi spinge ad andare avanti, a superare le sfide e a raggiungere nuove vette.
Il blu dello schermo è un portale verso l’inconscio, un passaggio che ci conduce verso la dimensione nascosta dei sogni e delle emozioni. Le persone camminano, inconsapevoli della macchina che registra ogni loro movimento, ogni singolo respiro. Il blu screen cattura le loro ombre, le loro voci, i loro pensieri più profondi.
Le loro storie prendono vita, si trasformano in scritti reali che fluttuano nell’aria, intrecciandosi in un flusso di coscienza si alimenta di desideri, di paure, di speranze celate nel profondo dell’animo umano. E noi ci ritroviamo immersi in questo mondo onirico, senza confini, senza certezze.
