S p e l l b i n d e r | Madrigale
Un’odissea verso l’impersonalità del macchinario.
Recensione del nuovo album degli Spellbinder, “Madrigale” (Torino, 2020) a cura di Lorenzo Lombardo
Un’odissea verso l’impersonalità del macchinario.
Recensione del nuovo album degli Spellbinder, “Madrigale” (Torino, 2020) a cura di Lorenzo Lombardo
il più grande di noi sono io, il romantico predecessore
pensato per distruggere cosa pensavamo
fosse il nucleo, la tela di ragno, il baco e anche
l’Australia che brucia si riallaccia a noi.
Non è un potere, ripete più volte nella testa, soltanto un’abilità… limitata.
Indossa la giacca di pelle sintetica ed esce dalla stanza chiudendo la porta. Si ferma e si volta di scatto; ha dimenticato la chiave della camera. Ci pensa su e decide di lasciarla dov’è per non correre il rischio di perderla. Dà un’occhiata al corridoio lungo e vuoto, affonda la mano e poi il braccio nella porta, trapassandola, mette la sicura dall’interno e se ne va.