Comunismo Acido: la nuova utopia | Ernesto Bosio
La morte dell’utopia, la soppressione del desiderio post-capitalista.
Il comparto teorico è solido. Cosa resta da dire?
Forse non è un dire, non è un leggere, ma è un pensare attraverso il sogno.
La morte dell’utopia, la soppressione del desiderio post-capitalista.
Il comparto teorico è solido. Cosa resta da dire?
Forse non è un dire, non è un leggere, ma è un pensare attraverso il sogno.
Lascio la presa e la sua testa scivola sull’altro lato. Porto la mano sul suo cuore e poi, preso dal panico, la metto sul mio. Batte ancora. Quando provo a chiamare la mamma le mie labbra si toccano due volte, ma non esce alcun suono.
abbiamo creato un mondo migliore, o meglio: abbiamo creato un modo migliore di vivere su di un pianeta che non ci appartiene. Dobbiamo solo ricordarci da dove abbiamo origine, fin quando non sarà più necessario farlo. Se andrà male ripartiremo, ricominceremo, prenderemo la nave spaziale nascosta, o ne costruiremo delle altre, e andremo via da questa palla di mare e terra, lasciandola a sé stessa, che tanto senza di noi starà molto meglio, con due soli a farle compagnia.
Prima di arrivare a cena, avevo letto la notizia di un giovane iraniano che si è suicidato gettandosi nel Rodano a Lione per far sentire la sua voce al mondo occidentale contro un regime dittatoriale. Il ragazzo ha registrato le sue ultime parole sui social in due lingue: in persiano e in francese.
Mi sento, tutto sommato, abbastanza freddo. È una certezza sconvolgente: mi vedo conficcato dentro l’epoca come un detrito, un frammento, e ciò mi infonde una certa pace. Non tanto perché, in un modo o nell’altro, un corpo estraneo può comunque provocare l’infezione, ma perché ormai sto guardando il mio destino in faccia: se continuerò a scrivere, mi dico, io sarò avanguardia, e per sempre.