Classifica dei migliori racconti 2025

Eccoci arrivati alla fine dell’anno e come da tradizione, la redazione di Neutopia vi fa gli auguri con tutto il meglio della litweb che s’è fatta anche cartacea: tra cani fantasma, buchi neri, paesaggi desolati, mucche papaline, processioni pazze, lavori malpagati, cut-up sperimentali, distruttori di mondi e palestrati che piangono, la famiglia delle riviste indipendenti non è mai stata così viva. Gustateli come un amaro dopo il caffè della vita.

  1. Igor Antonio Lipari, golden hour, black hole, «Clean», n. 27, gennaio 2025;
  2. David Watkins, Lenz, in «Charta Sporca», n.37, Fantasmi, marzo 2025;
  3. Luca Romiti, La mucca del papa, «Turchese», aprile 2025;
  4. Michela Lazzaroni, La processione, «Il rifugio dell’ircocervo», n.13, Caverne, settembre 2025;
  5. AA. VV., Senza scheletro, «lay0ut Magazine», settembre 2025;
  6. Chiara Scipioni, Il rumore sottile delle Ande, «L’Inquieto», settembre 2025;
  7. Umberto Sereni, Quattromila, in «Neutopia Magazine» vol. XIX, I Selvaggi, settembre 2025;
  8. Federico Armani, No pain no gain?, in «Vitamine», vol. C., Muscoli, novembre 2025;
  9. Elena Cappai Bonanni, Nascere lucertole, «Micorrize», dicembre 2025;
  10. Claudia D’Angelo, Food served all day, in «Malgrado le mosche» #1, dicembre 2025.

A furia di chiamare questa cosa “la mia vita”, finirò per abituarmici: è il principio della pubblicità.

— Samuel Beckett, Molloy

Da una parte si registra una placida accettazione del mondo “così com’è”, dall’altra una spinta verso l’alterità, rappresentata da mondi lontani e – proprio per questo – affascinanti. Il rifugio nei generi come il body-horror lascia spazio ad un’analisi precisa delle ossessioni e delle paure del nostro tempo, in cui non c’è spazio per l’osservazione e dove spesso è l’azione a farla da padrona. Bisogna, in altri termini, lasciar parlare le cose o in questo caso, lasciare le parole fluire, in un contesto dove sono gli autori a piegare i generi alle necessità della propria narrazione, e mai il contrario.

* Tale classifica non è da intendersi in ordine di gradimento: è stata compilata in base all’ordine di uscita delle nuove, belle penne che popolano questo mondo. Sostenete questi progetti, acquistando almeno una copia dei loro cartacei da regalare sotto l’albero per il complenno di Noam Chomsky.

Classifica dei meno peggio racconti del 2023

Come ricordato un anno fa dal collettivo Montag, da quando l’Antropocene si è imposto, occorre scrivere in maniera meno antropocentrica. Infatti, complice la terza rivoluzione digitale, la trasformazione da esseri umani ad automi sembra essersi compiuta: tutti scrivono allo stesso modo, spesso anche male, ma poi ci lamentiamo dell’intelligenza artificiale. Eppure, una volta, si sarebbe chiamata letteratura. Per fortuna, dove non arriva l’industria culturale arriva la litweb, con il suo spiccato gusto in controtendenza rispetto a quello del pubblico, a creare nuove nicchie di mercato e a scommettere su nuovi autori coraggiosi e talentuosi. O forse no? Ecco a voi, tra mostri redivivi, acufeni, funghi magici, processi per stupro, bambinoni, zii fascisti, mutazioni possibili e riti d’iniziazione, la temutissima

CLASSIFICA DEI MENO PEGGIO RACCONTI DEL 2023
SECONDO NEUTOPIA MAGAZINE*

  1. Umberto Sereni, La morte dell’avanguardia, «Neutopia», febbraio 2023
  2. Francesca Guercio, Coactus fidei, «l’inquieto», aprile 2023
  3. Alice Castegnaro, Manifesto delle Puttane Selvagge, «Wertheimer», maggio 2023
  4. Davide Galipò, Mio zio, fascista o Alla violenza reazionaria delle istituzioni borghesi rispondiamo con la violenza rivoluzionaria, «Altri animali», maggio 2023
  5. Elena Ciurli, Psy-low, «Micorrize», luglio 2023
  6. Alessio Mosça, Bambinoni, «La nuova verdə», settembre 2023
  7. Gian Marco Griffi, Detersivi ecologici alla spina, «retabloid», settembre 2023
  8. Francesca Mattei, Tutti morti, «La nuova verdə», ottobre 2023
  9. Andrea Zandomeneghi, Acufene, «Degrado», novembre 2023
  10. Michela De Mattio, Adultità, «Degrado», dicembre 2023

“Per l’insensato nulla è più esasperante del buon senso.”

— Aldous Huxley, L’isola

*La presente classifica è in ordine cronologico e non costituisce indice di gradimento.

Immagine di The Project Twins

La morte dell’avanguardia | Umberto Sereni

Mi sento, tutto sommato, abbastanza freddo. È una certezza sconvolgente: mi vedo conficcato dentro l’epoca come un detrito, un frammento, e ciò mi infonde una certa pace. Non tanto perché, in un modo o nell’altro, un corpo estraneo può comunque provocare l’infezione, ma perché ormai sto guardando il mio destino in faccia: se continuerò a scrivere, mi dico, io sarò avanguardia, e per sempre.